A.R.A.T ( Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale )
Dott.ssa GIOVANNA VISINI
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La Nuova Era Integrale

Avanguardia Evolutiva e Sistema

Operativo Integrale

di Ken Wilber - (Stralcio A: dal Libro "Kosmic Karma" di prossima pubblicazione)

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Un’Analogia Semplice: Il Grand Canyon

Come abbiamo detto, più le attualità passate sono antiche, minore è lo spazio per le interpretazioni di oggi, nei due sensi (degli oloni e le nostre – cioè, minori sono i momenti interpretativi aggiunti internamente dall’olone stesso, e minore è lo spazio di manovra nelle nostre interpretazioni incrociate delle loro caratteristiche). Viceversa, più le attualità passate sono recenti, maggiore è lo spazio per le interpretazioni (nei due sensi).

Nello sviluppo psicologico, per esempio, questo significa che le onde di sviluppo più antiche – in particolare, beige, rossa, blu e, fino a un certo punto, arancione – sono ora abbastanza consolidate e sono dati profondi trasmessi al presente come campi morfogenetici e abitudini interpretative, mentre le onde più recenti sono ancora nella loro fase di formazione.

Lasciatemi fare una semplice analogia. Un’abitudine kosmica molto antica e profondamente radicata – per esempio, il meme o struttura beige – è come il Grand Canyon: è un’impronta morfogenetica così profondamente incisa nel Kosmo che è praticamente impossibile sfuggirvi. Se volete attraversare il Grand Canyon, potete discendere lungo la corrente del fiume Colorado arrivando fino in fondo - un rapido percorso che dura poche ore – oppure potete salire in cima alle pareti del Canyon e poi scendere giù, salire e scendere di nuovo, e continuare così per miglia e miglia: un gran dispendio di energia che richiederebbe mesi di cammino per coprire lo stesso percorso. Quindi, se un olone umano vuole percorrere il fiume nel modo più efficiente, è sicuro quasi al 100 per cento che seguirà la corrente fino in fondo, e non andrà su e giù per le pareti. Quindi, dire che un olone umano sta navigando il fiume Colorado in un modo efficiente dal punto di vista dello sviluppo, significa che è sicuro quasi al 100 per cento che troveremo quell’olone mentre sta scendendo lungo il fiume fino alla fine del Grand Canyon in ogni momento dato.

Analogamente questo vale anche per il meme beige: è sicuro quasi al 100 per cento che gli oloni umani che stanno cercando di attraversare il suo spaziotempo seguiranno i solchi tracciati – e quindi mostreranno le caratteristiche – associate all’onda beige della matrice AQAL ( questa è la ragione per cui tutti gli esseri umani universalmente hanno bisogno di riparo, cibo, acqua: il meme beige). Inoltre, queste caratteristiche beige possono essere determinate (o scoperte e delineate riflessivamente) soltanto da un’indagine ricostruttiva che investiga il Grand Canyon dopo il fatto della sua emergenza e del radicamento dell’abitudine-impronta – vale a dire, come un a priori dell’eredità passata, non una struttura archetipica predeterminata.

Più l’olone è antico, più diventa simile al Grand Canyon. Nel punto più profondo, il Canyon raggiunge i 1600 m. (circa 5000 piedi) – negli oloni umani questo corrisponde al beige. Il meme porpora è un solco meno profondo (diciamo che è profondo 4000 piedi), il rosso è ancora meno profondo (2000 piedi), il blu ancora meno (1000 piedi). L’arancione ha solo 300 anni – l’equivalente forse di un solco di 300 piedi inciso nel Kosmo. Il meme verde – che, su larga scala, è presente sulla scena da sole tre decenni – è un’impronta morfogenetica che è stata incisa sulla superficie del Kosmo con una profondità di appena 30 piedi. E il povero secondo-ordine somiglia, invece, a un piccolo gruppo di persone che faticosamente e lentamente sta iniziando a incidere un’impronta morfogenetica integrale sulla superficie kosmica.

Come abbiamo detto più volte, le caratteristiche profonde ereditate in ogni quadrante come abitudini kosmiche sono semplicemente onde di probabilità di trovare un tipo di occasione in un particolare spaziotempo. Più la caratteristica ereditata è antica, più è alta la probabilità (così le forme morfiche molto antiche sembrano molto deterministiche, sebbene originariamente fossero emerse come libertà creativa). Tutte le altre caratteristiche dell’olone – permutazioni, combinazioni, caratteristiche superficiali, azioni – emergono come un nuovo gioco nello spazio AQAL di questo momento, trascendendo e includendo il passato nell’impeto dell’ardore creativo, con i fatti e le interpretazioni che scivolano gli uni sulle altre in un tumulto di indeterminazione. Ma le caratteristiche generali stesse lentamente si stabilizzano come abitudini kosmiche, e, come sempre, più le abitudini sono antiche più è difficile spezzarle.


Eredità Dialogica Parziale e Completa

Continueremo ad analizzare molti di questi importanti temi, come la relazione tra fatti e interpretazioni, nelle sezioni seguenti, dove daremo esempi specifici di cosa questo significhi in ciascun caso. Il punto che per ora ci interessa ritenere è che ogni occasione attuale – ogni olone esistente – possiede almeno quattro dimensioni dell’essere-nel-mondo, così che ogni momento esiste come uno spazio AQAL con un’eredità quadridimensionale.

Ogni momento quadridimensionale, quindi, possiede intrinsecamente aspetti o dimensioni oggettivi/fattuali (A/D e B/D) e aspetti o dimensioni di coscienza/interpretativi (A/S e B/S). Adesso non stiamo parlando di come gli esseri umani interpretano gli altri oloni (o interpretazione incrociata); stiamo parlando degli oloni stessi, verso il basso e verso l’altro della scala evolutiva (interpretazione primaria). Quando questo momento viene in essere (a ogni livello) possiede una scintilla di trascendenza creativa, libertà interpretativa e azione non determinata; ma quando passa nel momento successivo diventa “andato” o “passato”, un’attualità passata che non cambia più, cessa di interpretare se stessa e passa nell’archivio fossile degli a priori. I fatti-e-interpretazioni di questo momento, nella loro totalità, sono trasmessi, come dimensioni date a priori, al momento successivo, che in seguito incontrerà quei dati a priori con i suoi propri fatti-e-interpretazioni.

Per essere più precisi potremmo dire: passiamo dalla formulazione dialogica parziale di Whitehead alla formulazione quadratica. Cioè, la matrice AQAL di questo momento è assunta e inclusa nella matrice AQAL del momento successivo. Non è solo questione di prensione e di unificazione prensiva, come credeva Whitehead. Whitehead, in realtà, ci ha dato un’analisi dell’esistenza momento-dopo-momento prendendo in considerazione il quadrante Alto/Sinistra, e quindi trascurò ampiamente l’eredità proveniente dagli altri quadranti. Per esempio, mentre la dimensione soggettiva di questo momento sta “afferrando” la dimensione soggettiva del momento precedente (e quindi è plasmata in una certa misura dalla causalità prensiva dei sentimenti passati), la dimensione oggettiva di questo momento sta esercitando una causazione formativa sulla dimensione oggettiva del momento successivo, e quindi non sta esercitando semplicemente una causalità di sentimento, ma una causalità morfica. Questo tipo di eredità oggettiva o esteriore non è afferrata (sentita) direttamente dall’olone, a meno che non assuma una posizione in terza-persona verso la sua esistenza propria, e quindi non può essere spiegata dalla prensione o dall’unificazione prensiva di Whitehead (ma può essere spiegata dai campi morfici di Sheldrake e da altre eredità A/D e B/D, includendo le risonanze delle energie sottili (Vedi Stralcio D, tradotto e pubblicato su questo sito).

Ogni momento non è soltanto un soggetto che diventa l’oggetto del soggetto successivo: infatti, le forme oggettive di ogni momento influenzano causalmente le forme oggettive seguenti in un modo che non è afferrato o sentito soggettivamente dall’olone. Vale a dire, le dimensioni oggettive trasmettono la loro influenza alle dimensioni oggettive seguenti, le dimensioni soggettive influenzano le dimensioni soggettive seguenti – e similmente le intersoggettive e le interoggettive – tutte insieme contribuiscono a plasmare l’aspetto del momento presente (di cui soltanto una parte diventa oggetto della prensione o dell’auto-consapevolezza dell’olone).

Similmente, come ha mostrato lo scambio di opinioni con David Ray Griffin, vari campi intersoggettivi influenzano la forma del soggetto in modi che non sono mai afferrati come oggetto dal soggetto (cioè, quei campi entrano e plasmano il soggetto direttamente non appena il soggetto emerge, e non sono afferrati come oggetto dal soggetto).

In breve, molti aspetti di tutti i quadranti sono ereditati non soltanto come unificazioni prensive (alla Whitehead), e non soltanto come causazione formativa (alla Sheldrake), e non soltanto come memoria culturale (alla Bourdieu), e non soltanto come sistemi sociali (alla von Bertalanffy), ma attraverso un’eredità AQAL che include i quattro quadranti in tutta la scala evolutiva verso il basso (in una maniera dialogica completa e non parziale).

Ciò di cui abbiamo bisogno è una parola che indichi questa “prensione dei quattro-quadranti”. Io, a volte, la chiamo “prensione quadratica”, ma questo uso forza il significato del termine whiteheadiano snaturandolo, e, poi, il nodo cruciale della formulazione quadratica è che, per quanto riguarda questo aspetto, essa rifiuta categoricamente di considerare adeguata la versione di Whitehead. Quindi, generalmente, chiamo questa “prensione quadratica” utilizzando i termini tetra-ensione o com-prensione, con la chiara consapevolezza che essa si estende oltre la prensione/sentimento, la causalità-formale, i contesti-intersoggettivi, e i sistemi-interoggettivi per indicare un’eredità dei quattro-quadranti in tutta la scala evolutiva, verso l’alto e verso il basso. ( E, per “eredità dei quattro quadranti” o “tetra-ensione” ci riferiamo a qualunque cosa succeda in ognuno dei quadranti, includendo onde, correnti, stati e tipi – che poi non sono altro che parole che indicano realtà attuali trasmesse da un momento al momento successivo nel dispiegarsi creativo della matrice AQAL.)

Il punto è che tutte le teorie che esistono sull’eredità – dalla prensione alla causalità, all’autopoiesi, alla memoria sistemica – sembrano intercettare uno o due dimensioni dell’essere-nel-momdo, ma nessuna sembra coprire tutte le dimensioni conosciute. Quindi, da adesso quando parliamo di karma kosmico, vogliamo significare un affare AQAL di tetra-ensione, verso l’alto e verso il basso.

L’eredità momento-dopo-momento è un affare AQAL: le dimensioni soggettive risuonano con (e influenzano) le dimensioni soggettive attraverso la prensione; la dimensioni oggettive (esteriori) risuonano con, e influenzano, le dimensioni oggettive attraverso la causazione formativa; e lo stesso avviene con le dimensioni intersoggettive e e interoggettive. La forma della memoria kosmica è la risonanza-tra-dimensioni-simili in ogni quadrante. E molte forme di questa eredità nei quadranti di Destra non sono mai afferrate dalla prensione diretta degli oloni che le ereditano, e questo non succede neppure con la maggior parte degli schemi profondi negli stessi quadranti di Sinistra, che, come abbiamo visto, sono tutti scoperti soltanto da indagini in seconda e terza- persona (mai dalla prensione in prima-persona).Vi sono, similmente, campi di energia sottile di Destra che si aggiungono ai campi morfici (vedi sotto), i quali eludono tutti la prensione in quanto tale.

Il punto fondamentale di questa discussione è che la matrice AQAL di un momento è trasmessa come un dato, un a priori, alla matrice AQAL del momento successivo. Questi dati sono fattuali, non nel senso che sono tutti oggetti della prensione dei nuovi soggetti (perché alcuni aspetti dell’eredità kosmica non sono sentiti direttamente dall’olone). Infatti, la matrice AQAL del momento precedente è ora un dato fattuale o un a priori nel senso che la sua novità creativa è terminata ed esso si è stabilizzato in un passato immodificabile, parte dell’archivio fossile dell’evoluzione kosmica. La sua libertà creativa è cessata perché il momento di trascendenza creativa è assunto ora dal momento successivo, cosa che rende questo momento “morto”, per così dire, o passato alla memoria kosmica. E’ ora un’attualità passata fissa, un a priori, nel senso che non può più interpretare se stesso e, quindi, cambiare la forma della sua esistenza, come aveva fatto nel momento della sua creatività presente, può essere, tuttavia, interpretato dai suoi successori. Come attualità passata, le sue onde di probabilità nel loro insieme hanno collassato in una forma specifica e inalterabile, è una realtà creativa che ora è diventata un fossile che non vive e non può più cambiare; quest’attualità passata può essere conosciuta soltanto riflessivamente dalle interpretazioni presenti.

In breve, la forma della memoria kosmica è la tetra-ensione momento-dopo-momento della matrice AQAL, non soltanto prensione, non soltanto causazione formativa, non soltanto memoria sistemica e neppure habitus culturale, ecc. L’eredità kosmica è tetra-ensione momento-dopo-momento verso l’alto e verso il basso.


Conclusione

Le sezioni che precedono suggeriscono un modello teorico – una matrice AQAL o un Sistema Operativo Integrale (IOS) – che ci permette di fare diverse cose.

Primo, possiamo dare una spiegazione delle strutture stabili esistenti (batteri, ecosistemi, livelli di coscienza) senza ricorrere ad archetipi preesistenti, a strutture o livelli ontologici esistenti in modo indipendente – vale a dire, possiamo cominciare a sostituire la speculazione metafisica con l’indagine ricostruttiva.

Secondo, anche le strutture esistenti non sono viste come entità concrete che esistono in modo indipendente, ma come onde di probabilità di trovare specifiche occasioni in certe zone della matrice AQAL in un dato tempo.

Terzo, la natura propria di ogni occasiono attuale contiene intrinsecamente per lo meno tre o quattro dimensioni principali (i quattro quadranti), ognuno dei quali incorpora un modo specifico di essere-nel-mondo (la prima, la seconda e la terza persona).

Quarto, un Sistema Operativo Integrale/IOS (o un modello teorico che includa e onori esplicitamente tutti i quadranti, livelli, linee, stati e tipi) e molto probabilmente il solo modello che possa contribuire a inaugurare quell’era integrale che è l’avanguardia evolutiva. Sebbene qualsiasi IOS sia una costruzione in terza-persona puramente astratta, teorica, espressa nel linguaggio-del-ciò, ogni autentico IOS, tuttavia, presta attenzione non solo ai “ciò” in terza-persona, ma anche alle altre importanti realtà in prima e seconda-persona, inclusi i sentimenti personali, le esperienze, la fenomenologia, l’ermeneutica e le indagini collaborative. Di conseguenza, ogni genuino IOS contribuisce a ricordare continuamente agli individui che devono tenere conto di tutte queste realtà – di tutti i quadranti, di tutti i livelli, linee, stati e tipi – anche se la semplice mappa IOS non potrà mai sostituire il territorio reale di nessuna di essa, (e non lo pretende). Inoltre, al contrario della maggior parte delle altre mappe (dalla Rete della Vita al paradigma postmoderno), che credono di essere esse stesse il territorio e il solo modo corretto di vederlo, un IOS è profondamente consapevole di essere solo una mappa, e quindi può indicare i territori e le realtà più elevate che non sono direttamente contenute nella mappa stessa. Infine, un aspetto particolarmente utili di ogni IOS autentico è che presta attenzione esplicitamente a molte metodologie che possono attivare e illuminare direttamente le varie realtà e potenzialità del dispiegarsi creativo del Kosmo. E’ a una sintesi di questo pluralismo metodologico integrale – che annunzia l’arrivo di quell’era integrale che è l’avanguardia evolutiva – che possiamo rivolgere ora l’attenzione.

 


©2007-2008 Giovanna Visini - Ultimo aggiornamento: 01/12/2007