| Un’Analogia
Semplice: Il Grand Canyon Come
abbiamo detto, più le attualità passate sono
antiche, minore è lo spazio per le interpretazioni di oggi,
nei due sensi (degli oloni e le nostre – cioè,
minori sono i momenti interpretativi aggiunti internamente
dall’olone stesso, e minore è lo spazio di manovra
nelle nostre interpretazioni incrociate delle loro caratteristiche).
Viceversa, più le attualità passate sono recenti,
maggiore è lo spazio per le interpretazioni (nei due sensi).
Nello
sviluppo psicologico, per esempio, questo significa che le onde di
sviluppo più antiche – in particolare, beige,
rossa, blu e, fino a un certo punto, arancione – sono ora
abbastanza consolidate e sono dati profondi trasmessi al presente come
campi morfogenetici e abitudini interpretative, mentre le onde
più recenti sono ancora nella loro fase di formazione.
Lasciatemi
fare una semplice analogia. Un’abitudine kosmica molto antica
e profondamente radicata – per esempio, il meme o struttura
beige – è come il Grand Canyon: è
un’impronta morfogenetica così profondamente
incisa nel Kosmo che è praticamente impossibile sfuggirvi.
Se volete attraversare il Grand Canyon, potete discendere lungo la
corrente del fiume Colorado arrivando fino in fondo - un rapido
percorso che dura poche ore – oppure potete salire in cima
alle pareti del Canyon e poi scendere giù, salire e scendere
di nuovo, e continuare così per miglia e miglia: un gran
dispendio di energia che richiederebbe mesi di cammino per coprire lo
stesso percorso. Quindi, se un olone umano vuole percorrere il fiume
nel modo più efficiente, è sicuro quasi al 100
per cento che seguirà la corrente fino in fondo, e non
andrà su e giù per le pareti. Quindi, dire che un
olone umano sta navigando il fiume Colorado in un modo efficiente dal
punto di vista dello sviluppo, significa che è sicuro quasi
al 100 per cento che troveremo quell’olone mentre sta
scendendo lungo il fiume fino alla fine del Grand Canyon in ogni
momento dato. Analogamente
questo vale anche per il meme beige: è sicuro quasi al 100
per cento che gli oloni umani che stanno cercando di attraversare il
suo spaziotempo seguiranno i solchi tracciati – e quindi
mostreranno le caratteristiche – associate all’onda
beige della matrice AQAL ( questa è la ragione per cui tutti
gli esseri umani universalmente hanno bisogno di riparo, cibo, acqua:
il meme beige). Inoltre, queste caratteristiche beige possono essere
determinate (o scoperte e delineate riflessivamente) soltanto da
un’indagine ricostruttiva che investiga il Grand Canyon dopo
il fatto della sua emergenza e del radicamento
dell’abitudine-impronta – vale a dire, come un a
priori dell’eredità passata, non una struttura
archetipica predeterminata.
Più
l’olone è antico, più diventa simile al
Grand Canyon. Nel punto più profondo, il Canyon raggiunge i
1600 m. (circa 5000 piedi) – negli oloni umani questo
corrisponde al beige. Il meme porpora è un solco meno
profondo (diciamo che è profondo 4000 piedi), il rosso
è ancora meno profondo (2000 piedi), il blu ancora meno
(1000 piedi). L’arancione ha solo 300 anni –
l’equivalente forse di un solco di 300 piedi inciso nel
Kosmo. Il meme verde – che, su larga scala, è
presente sulla scena da sole tre decenni – è
un’impronta morfogenetica che è stata incisa sulla
superficie del Kosmo con una profondità di appena 30 piedi.
E il povero secondo-ordine somiglia, invece, a un piccolo gruppo di
persone che faticosamente e lentamente sta iniziando a incidere
un’impronta morfogenetica integrale sulla superficie kosmica.
Come
abbiamo detto più volte, le caratteristiche profonde
ereditate in ogni quadrante come abitudini kosmiche sono semplicemente
onde di probabilità di trovare un tipo di occasione in un
particolare spaziotempo. Più la caratteristica ereditata
è antica, più è alta la
probabilità (così le forme morfiche molto antiche
sembrano molto deterministiche, sebbene originariamente fossero emerse
come libertà creativa). Tutte le altre caratteristiche
dell’olone – permutazioni, combinazioni,
caratteristiche superficiali, azioni – emergono come un nuovo
gioco nello spazio AQAL di questo momento, trascendendo e includendo il
passato nell’impeto dell’ardore creativo, con i
fatti e le interpretazioni che scivolano gli uni sulle altre in un
tumulto di indeterminazione. Ma le caratteristiche generali stesse
lentamente si stabilizzano come abitudini kosmiche, e, come sempre,
più le abitudini sono antiche più è
difficile spezzarle.
Eredità Dialogica Parziale e Completa
Continueremo
ad analizzare molti di questi importanti temi, come la relazione tra
fatti e interpretazioni, nelle sezioni seguenti, dove daremo esempi
specifici di cosa questo significhi in ciascun caso. Il punto che per
ora ci interessa ritenere è che ogni occasione attuale
– ogni olone esistente – possiede almeno quattro
dimensioni dell’essere-nel-mondo, così che ogni
momento esiste come uno spazio AQAL con un’eredità
quadridimensionale. Ogni
momento quadridimensionale, quindi, possiede intrinsecamente aspetti o
dimensioni oggettivi/fattuali (A/D e B/D) e aspetti o dimensioni di
coscienza/interpretativi (A/S e B/S). Adesso non stiamo parlando di
come gli esseri umani interpretano gli altri oloni (o interpretazione
incrociata); stiamo parlando degli oloni stessi, verso il basso e verso
l’altro della scala evolutiva (interpretazione primaria).
Quando questo momento viene in essere (a ogni livello) possiede una
scintilla di trascendenza creativa, libertà interpretativa e
azione non determinata; ma quando passa nel momento successivo diventa
“andato” o “passato”,
un’attualità passata che non cambia
più, cessa di interpretare se stessa e passa
nell’archivio fossile degli a priori. I
fatti-e-interpretazioni di questo momento, nella loro
totalità, sono trasmessi, come dimensioni date a priori, al
momento successivo, che in seguito incontrerà quei dati a
priori con i suoi propri fatti-e-interpretazioni.
Per
essere più precisi potremmo dire: passiamo dalla
formulazione dialogica parziale di Whitehead alla formulazione
quadratica. Cioè, la matrice AQAL di questo momento
è assunta e inclusa nella matrice AQAL del momento
successivo. Non è solo questione di prensione e di
unificazione prensiva, come credeva Whitehead. Whitehead, in
realtà, ci ha dato un’analisi
dell’esistenza momento-dopo-momento prendendo in
considerazione il quadrante Alto/Sinistra, e quindi trascurò
ampiamente l’eredità proveniente dagli altri
quadranti. Per esempio, mentre la dimensione soggettiva di questo
momento sta “afferrando” la dimensione soggettiva
del momento precedente (e quindi è plasmata in una certa
misura dalla causalità prensiva dei sentimenti passati), la
dimensione oggettiva di questo momento sta esercitando una causazione
formativa sulla dimensione oggettiva del momento successivo, e quindi
non sta esercitando semplicemente una causalità di
sentimento, ma una causalità morfica. Questo tipo di
eredità oggettiva o esteriore non è afferrata
(sentita) direttamente dall’olone, a meno che non assuma una
posizione in terza-persona verso la sua esistenza propria, e quindi non
può essere spiegata dalla prensione o
dall’unificazione prensiva di Whitehead (ma può
essere spiegata dai campi morfici di Sheldrake e da altre
eredità A/D e B/D, includendo le risonanze delle energie
sottili (Vedi Stralcio D, tradotto e pubblicato su questo sito).
Ogni
momento non è soltanto un soggetto che diventa
l’oggetto del soggetto successivo: infatti, le forme
oggettive di ogni momento influenzano causalmente le forme oggettive
seguenti in un modo che non è afferrato o sentito
soggettivamente dall’olone. Vale a dire, le dimensioni
oggettive trasmettono la loro influenza alle dimensioni oggettive
seguenti, le dimensioni soggettive influenzano le dimensioni soggettive
seguenti – e similmente le intersoggettive e le
interoggettive – tutte insieme contribuiscono a plasmare
l’aspetto del momento presente (di cui soltanto una parte
diventa oggetto della prensione o dell’auto-consapevolezza
dell’olone). Similmente,
come ha mostrato lo scambio di opinioni con David Ray Griffin, vari
campi intersoggettivi influenzano la forma del soggetto in modi che non
sono mai afferrati come oggetto dal soggetto (cioè, quei
campi entrano e plasmano il soggetto direttamente non appena il
soggetto emerge, e non sono afferrati come oggetto dal soggetto).
In
breve, molti aspetti di tutti i quadranti sono ereditati non soltanto
come unificazioni prensive (alla Whitehead), e non soltanto come
causazione formativa (alla Sheldrake), e non soltanto come memoria
culturale (alla Bourdieu), e non soltanto come sistemi sociali (alla
von Bertalanffy), ma attraverso un’eredità AQAL
che include i quattro quadranti in tutta la scala evolutiva verso il
basso (in una maniera dialogica completa e non parziale).
Ciò
di cui abbiamo bisogno è una parola che indichi questa
“prensione dei quattro-quadranti”. Io, a volte, la
chiamo “prensione quadratica”, ma questo uso forza
il significato del termine whiteheadiano snaturandolo, e, poi, il nodo
cruciale della formulazione quadratica è che, per quanto
riguarda questo aspetto, essa rifiuta categoricamente di considerare
adeguata la versione di Whitehead. Quindi, generalmente, chiamo questa
“prensione quadratica” utilizzando i termini
tetra-ensione o com-prensione, con la chiara consapevolezza che essa si
estende oltre la prensione/sentimento, la causalità-formale,
i contesti-intersoggettivi, e i sistemi-interoggettivi per indicare
un’eredità dei quattro-quadranti in tutta la scala
evolutiva, verso l’alto e verso il basso. ( E, per
“eredità dei quattro quadranti” o
“tetra-ensione” ci riferiamo a qualunque cosa
succeda in ognuno dei quadranti, includendo onde, correnti, stati e
tipi – che poi non sono altro che parole che indicano
realtà attuali trasmesse da un momento al momento successivo
nel dispiegarsi creativo della matrice AQAL.)
Il
punto è che tutte le teorie che esistono
sull’eredità – dalla prensione alla
causalità, all’autopoiesi, alla memoria sistemica
– sembrano intercettare uno o due dimensioni
dell’essere-nel-momdo, ma nessuna sembra coprire tutte le
dimensioni conosciute. Quindi, da adesso quando parliamo di karma
kosmico, vogliamo significare un affare AQAL di tetra-ensione, verso
l’alto e verso il basso. L’eredità
momento-dopo-momento è un affare AQAL: le dimensioni
soggettive risuonano con (e influenzano) le dimensioni soggettive
attraverso la prensione; la dimensioni oggettive (esteriori) risuonano
con, e influenzano, le dimensioni oggettive attraverso la causazione
formativa; e lo stesso avviene con le dimensioni intersoggettive e e
interoggettive. La forma della memoria kosmica è la
risonanza-tra-dimensioni-simili in ogni quadrante. E molte forme di
questa eredità nei quadranti di Destra non sono mai
afferrate dalla prensione diretta degli oloni che le ereditano, e
questo non succede neppure con la maggior parte degli schemi profondi
negli stessi quadranti di Sinistra, che, come abbiamo visto, sono tutti
scoperti soltanto da indagini in seconda e terza- persona (mai dalla
prensione in prima-persona).Vi sono, similmente, campi di energia
sottile di Destra che si aggiungono ai campi morfici (vedi sotto), i
quali eludono tutti la prensione in quanto tale.
Il
punto fondamentale di questa discussione è che la matrice
AQAL di un momento è trasmessa come un dato, un a priori,
alla matrice AQAL del momento successivo. Questi dati sono fattuali,
non nel senso che sono tutti oggetti della prensione dei nuovi soggetti
(perché alcuni aspetti dell’eredità
kosmica non sono sentiti direttamente dall’olone). Infatti,
la matrice AQAL del momento precedente è ora un dato
fattuale o un a priori nel senso che la sua novità creativa
è terminata ed esso si è stabilizzato in un
passato immodificabile, parte dell’archivio fossile
dell’evoluzione kosmica. La sua libertà creativa
è cessata perché il momento di trascendenza
creativa è assunto ora dal momento successivo, cosa che
rende questo momento “morto”, per così
dire, o passato alla memoria kosmica. E’ ora
un’attualità passata fissa, un a priori, nel senso
che non può più interpretare se stesso e, quindi,
cambiare la forma della sua esistenza, come aveva fatto nel momento
della sua creatività presente, può essere,
tuttavia, interpretato dai suoi successori. Come attualità
passata, le sue onde di probabilità nel loro insieme hanno
collassato in una forma specifica e inalterabile, è una
realtà creativa che ora è diventata un fossile
che non vive e non può più cambiare;
quest’attualità passata può essere
conosciuta soltanto riflessivamente dalle interpretazioni presenti.
In
breve, la forma della memoria kosmica è la tetra-ensione
momento-dopo-momento della matrice AQAL, non soltanto prensione, non
soltanto causazione formativa, non soltanto memoria sistemica e neppure
habitus culturale, ecc. L’eredità kosmica
è tetra-ensione momento-dopo-momento verso l’alto
e verso il basso.
Conclusione Le
sezioni che precedono suggeriscono un modello teorico – una
matrice AQAL o un Sistema Operativo Integrale (IOS) – che ci
permette di fare diverse cose.
Primo,
possiamo dare una spiegazione delle strutture stabili esistenti
(batteri, ecosistemi, livelli di coscienza) senza ricorrere ad
archetipi preesistenti, a strutture o livelli ontologici esistenti in
modo indipendente – vale a dire, possiamo cominciare a
sostituire la speculazione metafisica con l’indagine
ricostruttiva. Secondo,
anche le strutture esistenti non sono viste come entità
concrete che esistono in modo indipendente, ma come onde di
probabilità di trovare specifiche occasioni in certe zone
della matrice AQAL in un dato tempo.
Terzo,
la natura propria di ogni occasiono attuale contiene intrinsecamente
per lo meno tre o quattro dimensioni principali (i quattro quadranti),
ognuno dei quali incorpora un modo specifico di essere-nel-mondo (la
prima, la seconda e la terza persona).
Quarto,
un Sistema Operativo Integrale/IOS (o un modello teorico che includa e
onori esplicitamente tutti i quadranti, livelli, linee, stati e tipi) e
molto probabilmente il solo modello che possa contribuire a inaugurare
quell’era integrale che è l’avanguardia
evolutiva. Sebbene qualsiasi IOS sia una costruzione in terza-persona
puramente astratta, teorica, espressa nel
linguaggio-del-ciò, ogni autentico IOS, tuttavia, presta
attenzione non solo ai “ciò” in
terza-persona, ma anche alle altre importanti realtà in
prima e seconda-persona, inclusi i sentimenti personali, le esperienze,
la fenomenologia, l’ermeneutica e le indagini collaborative.
Di conseguenza, ogni genuino IOS contribuisce a ricordare continuamente
agli individui che devono tenere conto di tutte queste
realtà – di tutti i quadranti, di tutti i livelli,
linee, stati e tipi – anche se la semplice mappa IOS non
potrà mai sostituire il territorio reale di nessuna di essa,
(e non lo pretende). Inoltre, al contrario della maggior parte delle
altre mappe (dalla Rete della Vita al paradigma postmoderno), che
credono di essere esse stesse il territorio e il solo modo corretto di
vederlo, un IOS è profondamente consapevole di essere solo
una mappa, e quindi può indicare i territori e le
realtà più elevate che non sono direttamente
contenute nella mappa stessa. Infine, un aspetto particolarmente utili
di ogni IOS autentico è che presta attenzione esplicitamente
a molte metodologie che possono attivare e illuminare direttamente le
varie realtà e potenzialità del dispiegarsi
creativo del Kosmo. E’ a una sintesi di questo pluralismo
metodologico integrale – che annunzia l’arrivo di
quell’era integrale che è l’avanguardia
evolutiva – che possiamo rivolgere ora
l’attenzione. |