Indagine Basso/Destra
Naturalmente, le indagini
Alto/Sinistra e Alto/Destra sono entrambe, in un certo senso, ingenue.
Infatti, entrambe tendono a presupporre che gli individui esistano da
soli. Guardo all’interno della mia mente (Alto/Sinistra) e
non vedo niente che suggerisca che i contenuti che vi trovo siano
profondamente plasmati, talvolta persino creati, dalla mia cultura. E
guardo gli oggetti là fuori (Alto/Destra) e mi sembrano
oggetti reali che esistono per se stessi – niente nei miei
sensi suggerisce che essi siano parti intrinseche di
totalità più vaste.
Il primo
passo che porta a superare la
posizione dell’individualismo ingenuo avviene generalmente
(ed è avvenuto storicamente) quando si comprende che
l’organismo visibile (A/D) è intrinsecamente
connesso con l’ambiente visibile (B/D) in sistemi di
interazione reciproca. In altri termini, l’investigazione
sofisticata del comportamento degli oggetti singoli svela molto presto
(alla cognizione del secondo-ordine) che gli oggetti individuali
seguono modelli di comportamento sistemici che non possono essere
trovati in nessun modo negli oggetti individuali stessi. Gli oggetti
individuali mostrano di appartenere a sistemi più ampi che
governano, in una certa misura, il comportamento di quegli stessi
oggetti che sono componenti del sistema. L’evoluzione di un
organismo individuale, per esempio, non può essere compresa
separatamente dal sistema ecologico in cui è immersa. In un
certo senso, gli organismi individuali non esistono per se stessi;
quello che esiste, in realtà, è un sistema
organismo-ambiente, una rete ecologica – anch’essa
immersa in reti più ampie – ed è la
comprensione di questi sistemi e reti che costituisce una conoscenza
significativa. Quindi, non è il comportamento degli oggetti,
ma il comportamento dei sistemi che diventa il fulcro di questo tipo di
indagine.
Storicamente,
questa prospettiva ha
prodotto varie metodologie: lo strutturalismo evoluzionistico,
l’antropologia genealogica, la teoria evoluzionistica dei
sistemi, le scienze ecologiche, le teorie della Rete della Vita, e la
grande varietà di teorie dei sistemi dinamici (dalla
cibernetica alla teoria generale dei sistemi, al funzionalismo, alle
teorie del caos e della complessità). Tutte queste indagini
sono sempre e comunque indagini in terza-persona, ma portate avanti
adesso con un occhio sul plurale e sul collettivo, non sul singolare e
atomistico. Nella teoria dei sistemi, non trovate spiegazioni dei
desideri, sentimenti, impulsi, visioni, poesia, sogni, satori, e cose
di questo genere (almeno non nei loro termini propri non riduzionisti);
e non trovate spiegazioni autentiche (non riduzioniste) in
seconda-persona della comprensione reciproca,
dell’ermeneutica, degli orizzonti mutuamente condivisi; e
neppure degli stati interiori di coscienza, stadi di coscienza, linee
di coscienza, e così via. Questi aspetti sono talvolta
riconosciuti, ma sono tutti ridotti alle loro forme esteriori che
appaiono in sistemi dinamici di interrelati
“ciò”. Malgrado i tentativi di
introdurre una “teoria dei sistemi più
blanda”, la grande maggioranza degli approcci sistemici
più importanti – iniziando da von Bertalanffy e
passando per Parsons e Merton, Maturana, Varela, Luhmann, Prigogine,
Goertzel, Warfield, Laszlo, Wolfram – sono tutti
primariamente forme di indagine in terza-persona plurale che,
alleggerite da ogni assolutismo di un quadrante, sono risorse
fondamentali di ogni pluralismo metodologico integrale.
In altri termini, quando mi impegno in
un’indagine/teoria dei sistemi, illumino le dimensioni in
terza-persona plurale dell’essere-nel-mondo. Queste
dimensioni sono reali, sono lì, e – proprio come
pretendono i teorici dei sistemi – sono fatti relativamente
oggettivi circa i sistemi che esistono nel mondo. Queste indagini
svelano il quadrante Basso/Destra, o le dimensioni oggettive degli
oloni collettivi.
Le scuole
più
all’avanguardia che propongono la teoria dei sistemi dinamici
riconoscono che gli organismi Alto/Destra non si limitano semplicemente
a riflettere il loro ambiente Basso/Destra preesistente, ma, al
contrario, lo attivano e concreano (il paradigma attivante). Questo
è certamente vero; ma è ancora un approccio in
terza-persona di quelle realtà (come vedremo in dettaglio
in.…..). Questo non invalida le teorie
dell’autopoiesi, ma le situa semplicemente nello schema
più ampio di un pluralismo metodologico integrale.
Tutti questi approcci interoggettivi
– ve ne sono letteralmente a dozzine – insistono
sul fatto che tutti gli oloni hanno un quadrante Basso/Destra, una rete
olistica di schemi che si compenetrano reciprocamente attraverso lo
spazio e il tempo e che può essere descritta in una
prospettiva in terza-persona plurale. Sebbene non colgano
l’intera storia, essi costituiscono un aspetto fondamentale
di una visione più integrale.
Indagine Basso/Sinistra.
Storicamente, sulla scia della
scoperta che gli organismi individuali esistono soltanto come aspetti
inseparabili di reti di interazione ecologica, si scoprì che
quelle reti interoggettive, in realtà, avevano
interiorità che non potevano essere ridotte a quelle reti, o
essere da esse spiegate. Vale a dire, i sistemi sociali (i
ciò in terza-persona), di fatto, possiedono
realtà interiori in prima e seconda-persona che sfuggono
alla ricerca da parte delle scienze ecologiche e sistemiche. Ma si
scoprì ancora di più, e cioè che le
scienze oggettive e interoggettive emergono soltanto come un aspetto
inseparabile di vasti campi di interpretazioni culturali:
l’intersoggettività riguarda tutte le altre
dimensioni. Quindi, la moderna teoria dei sistemi aprì la
strada al contestualismo postmoderno – entrambi sono ora
destinati a essere trascesi e inclusi nelle teorie integrali
all’avanguardia.
Concentriamoci
sulla scoperta
postmoderna: ogni olone ha una dimensione intersoggettiva, ogni olone
ha un quadrante Basso/Sinistra. Inoltre, questo campo intersoggettivo
è davvero irriducibile; non è una sorta di
prodotto dell’interazione di soggetti precedentemente
separati che, in qualche modo, si riuniscono, interagiscono, e formano
un orizzonte condiviso reciprocamente. Al contrario,
l’intersoggettività è lì,
fin dall’inizio, come un aspetto intrinseco della
tetra-emergenza di questo e di ogni momento.
Persino la scienza evoluzionistica
sostiene questa conclusione, dal momento che tutti sono
d’accordo sul fatto (anche se non possono spiegarlo) che non
c’è un prima nell’evoluzione. Quando il
primo elemento di una nuova specie emerge, per esempio il primo
mammifero, non emerge mai da solo; quando emerge per la prima volta
è già un’intera popolazione di
mammiferi. Ha un senso se ci pensate. Perché una nuova
specie possa emergere, sono necessarie dozzine di mutazioni benefiche.
Naturalmente il tasso di probabilità che ciò
accada è astronomicamente minimo; per di più le
stesse dozzine di mutazioni devono avvenire in un altro animale del
sesso opposto; e poi, si devono incontrare vagando
sull’immensa superficie dell’intero pianeta; devono
accoppiarsi e la loro prole deve sopravvivere e accoppiarsi a sua volta
– e le probabilità che tutto ciò possa
accadere sono, ovviamente, fuori dall’ordine di
ciò che è credibile e persino possibile. No, in
qualche modo misterioso, l’intera popolazione semplicemente
appare – e questo significa, l’interno e
l’esterno degli oloni individuali e collettivi arrivano sulla
scena insieme: i quattro quadranti emergono simultaneamente e
tetra-evolvono insieme, come abbiamo continuamente ripetuto.
(Come può
l’intera popolazione semplicemente apparire? Quale
“meccanismo” può dare una spiegazione di
questo? La risposta è: Eros. Vedi la nota sui dati
involutivi. Ma, qualunque cosa decidiamo circa il
“come” questo accada, il “cosa”
fattuale è che l’interno e l’esterno
degli oloni individuali e collettivi entrano sulla scena
simultaneamente: i quadranti tetra-evolvono.)
Mentre il quadrante Basso/Sinistra, o
la dimensioni intersoggettiva, fiorisce negli esseri umani
auto-riflessivi, si evolvono anche intere categorie di indagine che
contribuiscono ad attivare, svelare e illuminare questa dimensione
intrinseca dell’essere-nel-mondo. Tra i vari modi di indagine
intersoggettiva, il principale è l’ermeneutica
– l’arte e la scienza
dell’interpretazione – nelle sue varie forme.
Naturalmente, l’ermeneutica nelle sue varie forme
preriflessive esiste in tutti gli oloni “verso il
basso” - persino nel livello subatomico gli oloni sono
impegnati a interpretare il loro ambiente. Sistemi di segnali e scambi
di particelle/energie/forze esistono nel più fondamentale
dei livelli. Sfortunatamente, poiché la novità
creativa degli oloni più elementari si avvicina allo zero
(ma non lo raggiunge mai), sembra erroneamente che la
libertà interpretativa sia completamente assente ai livelli
di base, mentre, come sapeva Whitehead, si trova soltanto al suo nadir.
Possiamo seguire la dimensione intersoggettiva
dell’evoluzione dai suoi umili esordi negli oloni
più elementari (come sistemi di proto-prensione), e poi
attraverso le sue forme più elaborate nei sistemi di segnali
(chimici, biologici, ormonali) di piante e animali – ma tutto
questo non implica soltanto uno scambio di significanti in un sistema
di sintassi, ma l’evocazione e l’attivazione di
significanti in una semantica condivisa: i quattro quadranti arrivano
sulla scena simultaneamente e tetra-evolvono. (Per sintassi e
semantica, vedi ….., sezione “Integral
Semiotics”.)
Negli esseri
umani, questa semantica
condivisa appare come un vasto schema di retroterra culturali,
prensioni preriflessive condivise, comprensione reciproca, e orizzonti
di intersoggettività che si sovrappongono. Questi momenti
interpretativi condivisi costituiscono un ingrediente essenziale non
solo della comprensione reciproca tra soggetti, ma
dell’emergenza della soggettività stessa: questa
è l’essenza della grande scoperta postmoderna.
Agency è sempre agency-in communion, sia nelle forme
esteriori o ecologiche, sia nelle forme interiori o culturali. (Agency
significa identità, azione, forza: l’aspetto
“tutto” dell’olone; comunione si
riferisce all’aspetto “parte”
dell’olone. N.D.T.)
L’investigazione
esplicita
di molte sfumature dell’intersoggettività
culturale è l’ingrediente chiave delle metodologie
del quadrante Basso/Sinistra. Ermeneutica, indagine collaborativa,
pluralismo partecipativo, e indagine-attiva sono alcuni dei molti modi
della scoperta e dell’attivazione di quel quadrante. Il punto
importante è che quando utilizzo l’ermeneutica e
l’indagine collaborativa, illumino le dimensioni
dell’essere-nel-mondo in seconda-persona (e in prima-persona
plurale). Queste dimensioni sono reali, sono lì, e
costituiscono un ingrediente fondamentale di ogni pluralismo
metodologico integrale.
Tutti
questi approcci intersoggettivi
– ce ne sono letteralmente dozzine – insistono sul
fatto che tutti gli oloni hanno un quadrante Basso/Sinistra, una rete
olistica di prensioni che si compenetrano reciprocamente attraverso
spazio e tempo e che possono essere sentite e descritte da una
prospettiva in seconda-persona (e in prima-persona plurale) –
e che, sebbene non costituiscano l’intera storia, sono
aspetti fondamentali di una visione più integrale.
Sistema Operativo Integrale
(IOS)
Queste sono soltanto
alcune delle
principali, storicamente testate e ampiamente accettate indagini nei
quattro quadranti. In un altro stralcio ci dedicheremo alle indagini su
onde/livelli, correnti/linee, stati e tipi (ce ne sono abbondanti
esempi).
Ma nella nostra
presentazione, non
abbiamo trattato questi importanti tipi di indagine come una semplice
questione accademica di interesse storico. Infatti, quello che vogliamo
è muoverci verso un pratico ed efficiente pluralismo
metodologico integrale, o quello che chiamiamo un Sistema Operativo
Integrale (IOS), che combina precisamente i modi di indagine migliori e
storicamente testati (dall’empirismo, alla fenomenologia,
all’ermeneutica, alla teoria dei sistemi) così da
generare un approccio al Kosmo che sia il più equilibrato e
comprensivo possibile.
Il
Sistema Operativo Integrale, una
volta padroneggiato, combina l’efficacia di tutti i
principali tipi di indagine umana, così da generare un
approccio a ogni occasione che “non lascia fuori
niente”, che rifiuta di trascurare o ignorare certe
dimensioni, che onora tutti gli aspetti importanti degli oloni in tutta
la loro completezza e pienezza. IOS, come abbiamo detto, non
è altro che un sistema di significanti in terza-persona (non
è altro che un sistema di idee astratte, di simboli e
concetti, che sono tutti soltanto simboli in terza-persona, non
realtà in prima o seconda-persona).
Tuttavia,
per usare il
“computerese”, se lo IOS è correttamente
scaricato e installato, attiva essenzialmente le dimensioni in prima,
seconda e terza-persona, semplicemente perché essi sono i
significati attivi dei significanti IOS. Il risultato è che
l’hardware di ogni sistema cerebrale che opera con IOS fa
automaticamente la scansione di tutti i fenomeni – interni ed
esterni – per ogni quadrante, onda, corrente, stato che non
sono inclusi nella consapevolezza. IOS, allora, corregge questo
disequilibrio e contribuisce a spingere il sistema verso una posizione
più integrale e inclusiva. IOS, per così dire,
mette in atto un olismo autopoietico.
Ripetiamo:
IOS in se stesso non ci
dà le realtà in prima e seconda-persona,
né è previsto che lo faccia; al contrario, avvisa
semplicemente il sistema che quelle realtà esistono, e lo
spinge a tenerne conto direttamente. Ma questo significa che la
persona, allora, deve impegnarsi realmente in quegli altri modi di
indagine, come la fenomenologia contemplativa, il lavoro sul corpo, il
lavoro di gruppo intersoggettivo, l’organizzazione
istituzionale interoggettiva, la meditazione, l’indagine
collaborativa, ecc.
Continueremo
a discutere di IOS nelle
sezioni seguenti. Non lasciatevi fuorviare dai significanti in
terza-persona. Quello di cui stiamo parlando sono i contenuti della
consapevolezza vissuta, sentita, respirata. Stiamo parlando di quali
aspetti del Kosmo ci permettiamo di sentire. Possiamo permettere a noi
stessi di sentire profondamente tutte le dimensioni del Kosmo che svela
se stesso, o, invece, ci ritraiamo, ci distogliamo, ci allontaniamo dal
Kosmo e dal nostro Sé, e ci rifugiamo in questo o in
quell’aspetto parziale, in questo o in
quell’assolutismo, in questo o in quel frammento spezzato?
IOS, sebbene sia un sistema operativo in terza-persona, agisce come un
allarme di auto-scansione, serve a farci ricordare che ci possono
essere molti più sentimenti di quelli che affiorano oggi in
superficie, e ci orienta verso un abbraccio più integrale.