A.R.A.T ( Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale )
Dott.ssa GIOVANNA VISINI
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La Nuova Era Integrale

Avanguardia Evolutiva e Sistema

Operativo Integrale

di Ken Wilber - (Stralcio A: dal Libro "Kosmic Karma" di prossima pubblicazione)

Traduzione libera dall'inglese di G.Visini

Parte II. Le Abitudini Kosmiche come Onde di Probabilità

Prologo

Cominciamo con alcuni esempi di come l’eredità kosmica agisce sugli oloni umani. La tesi generale è, naturalmente, che certe prensioni e forme individuali e collettive (in tutti i quadranti) siano state, in qualche misura, ereditate. Questo significa, per esempio, che tutti i livelli/onde che precedono l’attuale avanguardia evolutiva (cioè, i livelli che, negli esseri umani, arrivano fino ai dintorni del meme verde) sono stati ereditati come abitudini morfogenetiche e campi contestuali. Essi originariamente, e in una certa misura, emersero nell’avanguardia evolutiva come novità creative, ma poi si depositarono come abitudini kosmiche; quindi, fanno parte dei mattoni costitutivi delle occasioni future.

Naturalmente, più antico è il meme e più si è consolidato in abitudine kosmica. Quindi, le caratteristiche basilari del meme beige, o livello sensorio-motorio, sono simili in tutto il mondo: tutti gli esseri umani, senza eccezione, hanno bisogno di cibo, acqua, calore, riparo. Il meme porpora c’è da circa 30.000 anni; il rosso da almeno 10.000 anni; il blu da circa 3.000 – dunque, parlando da un punto di vista relativo, le loro caratteristiche profonde non lasciano molte possibilità di manovra: essi sono diventati impronte morfogenetiche di modelli abituali consolidati che è praticamente impossibile spezzare (anche se essi originariamente emersero in parte come libertà creativa). Il meme arancione ha soltanto 300 anni, ma molte delle sue forme sembrano ormai fissate. Il verde, invece, ha soltanto 30 anni (su una scala collettiva di qualche entità), quindi questo meme ha molto spazio di manovra ancora disponibile nella sua struttura; non è ancora un’abitudine completamente stabilizzata. L’avanguardia evolutiva si trova oggi intorno al meme giallo, e questo significa che quelli di voi che da pionieri si fanno promotori delle idee e delle pratiche integrali stanno creando, di fatto, quelle abitudini kosmiche che le generazioni future erediteranno, anche se le generazioni future continueranno il loro cammino evolutivo oltre il giallo.

(Nota sull’utilizzo di Spiral Dynamics: come molti di voi sanno, Spiral Dynamics è un modello particolare di sviluppo psicologico basato sul lavoro pionieristico dello psicologo dello sviluppo Clare Graves. Graves ha basato il suo modello, più specificamente, sulla linea evolutiva dei valori, e questa è la ragione per cui Spiral Dynamics si riferisce sempre ai vMemes, che sta per value memes. Per la Psicologia Integrale, la linea dei valori è una delle circa due dozzine di linee o correnti evolutive dello sviluppo della coscienza, tutte ugualmente importanti; quello che noi vogliamo evitare è, naturalmente, qualsiasi “assolutismo di una linea”, così come vogliamo evitare qualsiasi assolutismo di un quadrante, di uno stato o di un tipo (il modello AQAL di Wilber comprende tutti i quadranti, tutti i livelli, tutte le linee, tutti gli stati, tutti i tipi. N.d.T.) [Vedi Excerpt C, sul sito www.wilber.shambala.com]. Tuttavia, il grande vantaggio della linea dei valori di Graves è che può essere facilmente compresa, ha a disposizione una notevole quantità di prove empiriche, ed è una delle motivazioni umane più fondamentali, quindi funziona molto bene come semplice visione d’insieme/esempio dello sviluppo umano. Non c’è bisogno di dire che queste precisazioni valgono per ogni valida linea evolutiva. (Vedi Integral Psychology, per un’ampia trattazione di questo tema; per una breve introduzione a Spiral Dynamics, vedi A Theory of Everything, e l’introduzione a CW 7 sul sito citato sopra. Per l’importante sviluppo del modello Spiral Dynamics nel modello Spiral Dynamics Integral per opera di Don Beck, vedi www.spiraldynamics.net e www.globalvaluesnetwork,com.)

Come dicevamo, la punta estrema dell’evoluzione si trova oggi intorno al meme giallo – quella spumeggiante, caotica, selvaggiamente creativa avanguardia evolutiva del dispiegarsi della coscienza ancora approssimativa nei suoi contorni appena definiti, ancora lontana dall’essersi stabilizzata come abitudine kosmica. Questa è la ragione per cui oggi, adesso, vogliamo tentare di far consolidare un’abitudine gialla che sia la più “sana” di cui siamo capaci, perché noi creiamo campi morfici che si imprimono in tutta la memoria kosmica successiva. Se un’onda particolare emerge in modo deformato, alterato, frammentato o patologico – in seguito a qualche tipo di turbolenza nello spazio AQAL – allora la forma malata sarà ereditata dal futuro, con risultati terribilmente infausti.

Naturalmente, ogni onda seguente è “trascendi e includi”, quindi le onde seguenti possono, fino a un certo punto, trascendere e sanare le patologie precedenti, ma a quale costo! In una certa misura è quello che è accaduto con lo stadio arancione – la grande emergenza dell’onda arancione durante l’Illuminismo fu abbastanza rapidamente deformata dalla “versione flatland” (questo termine è utilizzato da Wilber per definire l’aspetto patologico dello stadio di sviluppo arancione/razionale che operò un assolutismo dei quadranti di Destra, negando i quadranti i Sinistra, cioè la coscienza e la profondità, e generando una visione del mondo “piatta” in cui vige soltanto il linguaggio monologico del “ciò” , N.d.T.) e noi oggi abbiamo inevitabilmente ereditato questa abitudine kosmica disgregata – la dissociazione delle sfere di valore al posto della loro differenziazione – un’abitudine kosmica patologica, un disincantamento del mondo che il postmodernismo è venuto a riparare.

Con risultati non univoci, purtroppo. Infatti, sembra proprio che il grande potenziale del meme verde, che ha il suo veicolo nel postmodernismo, sia arrivato sulla scena, in certa misura, già corrotto dalla patologia moderna flatland: un’abitudine flatland talmente consolidata che il meme verde non solo ne è rimasto vittima, ma anzi l’ha esaltata e glorificata: ha bevuto la cicuta e gli è sembrata un vino squisito. Il meme verde è emerso, praticamente fin dall’inizio, in una versione che per certi versi appariva patologica e malformata (intrappolato com’era nella turbolenza morfogenetica causata dalla deformazione flatland nella matrice AQAL). Questa versione patologica flatland del meme verde, dovuta alla sua associazione con tendenze quali i movimenti coercitivi del politicamente corretto, la definiamo “the mean green meme” (il meme verde malato); e questo MGM, lungo gli ultimi tre decenni, si è fissato in un’impronta morfogenetica rigida e inflessibile che ha catturato tutti gli esseri umani che cercavano di andare oltre l’arancione e li ha sbattuti nella prigione del pluralismo flatland.

Tuttavia, poiché il meme verde e il MGM – e i boomeritis – hanno soltanto trent’anni, le loro impronte morfogenetiche sono state, finora, inscritte soltanto in modo leggero nella memoria kosmica, e quindi gli sforzi concertati di oggi – portati avanti dalla parte sana dei meme verde e giallo – possono ancora cambiare il corso degli avvenimenti e lasciare in eredità al futuro il grande potenziale del meme verde sano, un’abitudine kosmica cui tutte le generazioni future dovranno attingere come a uno dei pilastri per costruire un mondo più sensibile, responsabile e compassionevole, al posto di un mondo dominato dalla polizia intellettuale, gli inquisitori verdi, e da questo o quel tipo di brutalità spacciata per pluralismo: la barbarie dal volto sorridente.

(Naturalmente, fra cinquanta mila anni, il verde e il giallo saranno consolidati quasi come lo sono oggi il rosso e il blu. In quel tempo, la maggior parte degli adolescenti probabilmente passerà non allo stadio arancione, come avviene oggi, ma a quello turchese – avendo attraversato lo stadio arancione verso gli 8 o 9 anni con una noia mortale. L’avanguardia sarà probabilmente da qualche parte intorno al meme corallo/psichico, le cui vaste potenzialità non ancora formate cominceranno a cristallizzarsi e a essere modellate dallo spazio AQAL attraverso futuri parametri non ancora definiti e che ancora devono emergere, in parte, come novità creativa, prima di poter essere fissati in abitudini predeterminate. Questa è la ragione per cui, oggi, è importante per noi concentrarci sulle due onde che costituiscono proprio adesso il punto cuspidale dell’azione cosmica – i meme verde e il giallo – sforzandoci di contribuire al meglio delle nostre possibilità al rafforzamento delle loro versioni sane come un dono per il domani …)

In breve, l’avanguardia della novità creativa è, oggi, da qualche parte intorno al meme giallo, e questo vuol dire che le caratteristiche profonde dei meme dal beige all’inizio del verde sono già state depositate come abitudini kosmiche – e più antico è il meme, più è consolidato e stabile. 7 Quindi, oggi, le caratteristiche profonde dei meme fino ai dintorni del verde sono relativamente stabilizzati e “predeterminati”, non da archetipi eterni, ma dalle unificazioni prensive e dalle risonanze morfiche provenienti dalle passate novità creative ora divenute abitudini.

Spazio di probabilità nella matrice AQAL

Poiché postmodernismo ha significato spesso “poststrutturalismo”, frequentemente i profani non comprendono cosa sia (e cosa non sia) una “struttura”. Tra gli esperti vi è, di fatto, un ampio e profondo accordo circa il significato di “struttura”, che è definita generalmente – da Sheldrake, Piaget, Habermas, Francisco Varela, Carol Gilligan, Jane Loevinger, ecc. – come un “sistema dinamico di processi che si auto-organizzano e che si auto-conservano come modelli attraverso la loro riproduzione dinamica”. 8 In quanto schemi dinamici che si auto-conservano, le strutture non sono fisse e immutabili, ma, al contrario, sono “instabilmente stabili” (o un misto di “circolarità e apertura” – che vuol dire passato e novità, cioè karma e creatività, includi e trascendi - ), quindi sono abili e flessibili adattamenti alle fluttuazioni: evolvono attraverso un “accoppiamento strutturale” con l’ambiente interagente (noi diciamo “tetra-evolvono”). Una struttura è materialmente diversa in ogni momento; il suo schema o forma, tuttavia, è instabilmente stabile e perdura come abitudine kosmica finché questa classe di oloni esiste nello spaziotempo (cioè, finché essa riesce a far fronte alle pressioni della selezione nella matrice AQAL).

E’ frequente nelle forme postmoderne del “nuovo paradigma” dire che “la struttura” è stata sostituita dal “processo”; in realtà, naturalmente, le strutture sono state sempre definite come “processi dinamici che si auto-riproducono”. Ma ci sono, in verità, due aspetti delle strutture che i ricercatori mettono in evidenza: la loro capacità di cambiamento flessibile (per esempio, accomodamento e adattamento – o aggiustamento alle loro communions); e la loro capacità, se le condizioni sono quelle giuste, di rimanere incredibilmente stabili per lunghi periodi di tempo (per esempio, autopoiesi e assimilazione – o agency). [Agency e communion sono due caratteristiche degli oloni che sono sempre tutto/parte; agency può essere tradotto come identità, azione, autoaffermazione; communion: comunione, relazione, integrazione. N.d.T.]

Ricordiamo, ad esempio, che ci sono batteri viventi sulla terra che sono rimasti immutati per oltre un miliardo di anni. Ci sono specie di insetti che sono rimasti immutati per più di 10 milioni di anni; forme dei rettili per più di 5 milioni di anni – per non menzionare le forme di molti atomi e molecole che hanno quasi 15 miliardi di anni: questo significa essere straordinariamente capaci di stabilità o agency! Negli esseri umani il meme beige è rimasto essenzialmente immutato per 500.000 anni; il meme porpora per 30.000 anni, il rosso per 10.000; il blu per 3.000; l’arancione per 300; il verde per 30 (e siamo ora nella spumeggiante, creativa estrema frontiera dell’evoluzione umana dove nuove e più alte potenzialità, sebbene già esplorate e concreate in forme individuali e particolari da rari pionieri, stanno appena iniziando a emergere e a cristallizzarsi su basi diffuse o culturali – soprattutto per quanto riguarda il meme giallo).

Ciò che, allora, è necessario è un modo per conservare la “struttura” senza cadere, diciamo, nello strutturalismo, o in una reificazione delle strutture come se si trattasse di modelli preesistenti ontologicamente (che è quello che è stato fatto, in modo diverso, sia dalla filosofia perenne sia dagli strutturalisti; e di entrambi, per quanto riguardo questo aspetto, dobbiamo disfarci).

Abbiamo visto che le caratteristiche profonde sono ereditate, ma non lo sono le caratteristiche di superficie. Questo vuol dire che, sebbene gli schemi generali (o le impronte morfogenetiche) di questi oloni ci siano consegnati dal karma kosmico, tutti i contenuti concreti, le caratteristiche di superficie e le espressioni di questi modelli abituali sono determinati nei quattro quadranti da fattori contingenti relativi, culturali e personali.

Ma qui è dove cominciamo ad andare oltre qualsiasi definizione classica di “struttura profonda”, “caratteristica profonda” o “schema profondo”: per la Post-Metafisica Integrale uno “schema profondo” non è una forma o una struttura di fatto esistente, ma semplicemente un termine che rappresenta la probabilità di trovare un particolare tipo di olone in una particolare modalità di spaziotempo.

Quindi, se diciamo che una persona è al “livello del meme rosso” e le caratteristiche generale del livello rosso includono egocentrismo, una moralità preconvenzionale e forti spinte dominatrici (tra altre cose), questo non significa che esista qualche tipo di struttura, modello o intelligenza adattativa concretamente esistente chiamata “struttura rossa” (o meme rosso, o modulo rosso, ecc.), tale per cui quella persona opera in qualche modo al suo interno e da essa limitata (o che quella struttura sia in qualche modo “nella” persona). Quello che semplicemente vuol dire è che la persona che noi identifichiamo come operante al o dal livello rosso agisce in uno spazio dove la probabilità di trovare quei tipi di risposta è molto alta (cioè, risposte egocentriche, preconvenzionali, connotate da spinte dominatrici, ecc.). Meno risposte di questo tipo ci sono, meno la persona si trova “al livello rosso” – meno opera nello spazio di probabilità di quella particolare abitudine kosmica.

 

 


©2009-2010 Giovanna Visini - Ultimo aggiornamento: 14/07/2009