Parte
II. Le Abitudini Kosmiche come Onde di Probabilità
Prologo
Cominciamo
con alcuni esempi di come l’eredità kosmica agisce
sugli oloni umani. La tesi generale è, naturalmente, che
certe prensioni e forme individuali e collettive (in tutti i quadranti)
siano state, in qualche misura, ereditate. Questo significa, per
esempio, che tutti i livelli/onde che precedono l’attuale
avanguardia evolutiva (cioè, i livelli che, negli esseri
umani, arrivano fino ai dintorni del meme verde) sono stati ereditati
come abitudini morfogenetiche e campi contestuali. Essi
originariamente, e in una certa misura, emersero
nell’avanguardia evolutiva come novità creative,
ma poi si depositarono come abitudini kosmiche; quindi, fanno parte dei
mattoni costitutivi delle occasioni future.
Naturalmente,
più antico è il meme e più si
è consolidato in abitudine kosmica. Quindi, le
caratteristiche basilari del meme beige, o livello sensorio-motorio,
sono simili in tutto il mondo: tutti gli esseri umani, senza eccezione,
hanno bisogno di cibo, acqua, calore, riparo. Il meme porpora
c’è da circa 30.000 anni; il rosso da almeno
10.000 anni; il blu da circa 3.000 – dunque, parlando da un
punto di vista relativo, le loro caratteristiche profonde non lasciano
molte possibilità di manovra: essi sono diventati impronte
morfogenetiche di modelli abituali consolidati che è
praticamente impossibile spezzare (anche se essi originariamente
emersero in parte come libertà creativa). Il meme arancione
ha soltanto 300 anni, ma molte delle sue forme sembrano ormai fissate.
Il verde, invece, ha soltanto 30 anni (su una scala collettiva di
qualche entità), quindi questo meme ha molto spazio di
manovra ancora disponibile nella sua struttura; non è ancora
un’abitudine completamente stabilizzata.
L’avanguardia evolutiva si trova oggi intorno al meme giallo,
e questo significa che quelli di voi che da pionieri si fanno promotori
delle idee e delle pratiche integrali stanno creando, di fatto, quelle
abitudini kosmiche che le generazioni future erediteranno, anche se le
generazioni future continueranno il loro cammino evolutivo oltre il
giallo.
(Nota
sull’utilizzo di Spiral Dynamics: come molti di voi sanno,
Spiral Dynamics è un modello particolare di sviluppo
psicologico basato sul lavoro pionieristico dello psicologo dello
sviluppo Clare Graves. Graves ha basato il suo modello, più
specificamente, sulla linea evolutiva dei valori, e questa è
la ragione per cui Spiral Dynamics si riferisce sempre ai vMemes, che
sta per value memes. Per la Psicologia Integrale, la linea dei valori
è una delle circa due dozzine di linee o correnti evolutive
dello sviluppo della coscienza, tutte ugualmente importanti; quello che
noi vogliamo evitare è, naturalmente, qualsiasi
“assolutismo di una linea”, così come
vogliamo evitare qualsiasi assolutismo di un quadrante, di uno stato o
di un tipo (il modello AQAL di Wilber comprende tutti i quadranti,
tutti i livelli, tutte le linee, tutti gli stati, tutti i tipi. N.d.T.)
[Vedi Excerpt C, sul sito www.wilber.shambala.com]. Tuttavia, il grande
vantaggio della linea dei valori di Graves è che
può essere facilmente compresa, ha a disposizione una
notevole quantità di prove empiriche, ed è una
delle motivazioni umane più fondamentali, quindi funziona
molto bene come semplice visione d’insieme/esempio dello
sviluppo umano. Non c’è bisogno di dire che queste
precisazioni valgono per ogni valida linea evolutiva. (Vedi Integral
Psychology, per un’ampia trattazione di questo tema; per una
breve introduzione a Spiral Dynamics, vedi A Theory of Everything, e
l’introduzione a CW 7 sul sito citato sopra. Per
l’importante sviluppo del modello Spiral Dynamics nel modello
Spiral Dynamics Integral per opera di Don Beck, vedi
www.spiraldynamics.net e www.globalvaluesnetwork,com.)
Come
dicevamo, la punta estrema dell’evoluzione si trova oggi
intorno al meme giallo – quella spumeggiante, caotica,
selvaggiamente creativa avanguardia evolutiva del dispiegarsi della
coscienza ancora approssimativa nei suoi contorni appena definiti,
ancora lontana dall’essersi stabilizzata come abitudine
kosmica. Questa è la ragione per cui oggi, adesso, vogliamo
tentare di far consolidare un’abitudine gialla che sia la
più “sana” di cui siamo capaci,
perché noi creiamo campi morfici che si imprimono in tutta
la memoria kosmica successiva. Se un’onda particolare emerge
in modo deformato, alterato, frammentato o patologico – in
seguito a qualche tipo di turbolenza nello spazio AQAL –
allora la forma malata sarà ereditata dal futuro, con
risultati terribilmente infausti.
Naturalmente,
ogni onda seguente è “trascendi e
includi”, quindi le onde seguenti possono, fino a un certo
punto, trascendere e sanare le patologie precedenti, ma a quale costo!
In una certa misura è quello che è accaduto con
lo stadio arancione – la grande emergenza dell’onda
arancione durante l’Illuminismo fu abbastanza rapidamente
deformata dalla “versione flatland” (questo termine
è utilizzato da Wilber per definire l’aspetto
patologico dello stadio di sviluppo arancione/razionale che
operò un assolutismo dei quadranti di Destra, negando i
quadranti i Sinistra, cioè la coscienza e la
profondità, e generando una visione del mondo
“piatta” in cui vige soltanto il linguaggio
monologico del “ciò” , N.d.T.) e noi
oggi abbiamo inevitabilmente ereditato questa abitudine kosmica
disgregata – la dissociazione delle sfere di valore al posto
della loro differenziazione – un’abitudine kosmica
patologica, un disincantamento del mondo che il postmodernismo
è venuto a riparare.
Con
risultati non univoci, purtroppo. Infatti, sembra proprio che il grande
potenziale del meme verde, che ha il suo veicolo nel postmodernismo,
sia arrivato sulla scena, in certa misura, già corrotto
dalla patologia moderna flatland: un’abitudine flatland
talmente consolidata che il meme verde non solo ne è rimasto
vittima, ma anzi l’ha esaltata e glorificata: ha bevuto la
cicuta e gli è sembrata un vino squisito. Il meme verde
è emerso, praticamente fin dall’inizio, in una
versione che per certi versi appariva patologica e malformata
(intrappolato com’era nella turbolenza morfogenetica causata
dalla deformazione flatland nella matrice AQAL). Questa versione
patologica flatland del meme verde, dovuta alla sua associazione con
tendenze quali i movimenti coercitivi del politicamente corretto, la
definiamo “the mean green meme” (il meme verde
malato); e questo MGM, lungo gli ultimi tre decenni, si è
fissato in un’impronta morfogenetica rigida e inflessibile
che ha catturato tutti gli esseri umani che cercavano di andare oltre
l’arancione e li ha sbattuti nella prigione del pluralismo
flatland.
Tuttavia,
poiché il meme verde e il MGM – e i boomeritis
– hanno soltanto trent’anni, le loro impronte
morfogenetiche sono state, finora, inscritte soltanto in modo leggero
nella memoria kosmica, e quindi gli sforzi concertati di oggi
– portati avanti dalla parte sana dei meme verde e giallo
– possono ancora cambiare il corso degli avvenimenti e
lasciare in eredità al futuro il grande potenziale del meme
verde sano, un’abitudine kosmica cui tutte le generazioni
future dovranno attingere come a uno dei pilastri per costruire un
mondo più sensibile, responsabile e compassionevole, al
posto di un mondo dominato dalla polizia intellettuale, gli inquisitori
verdi, e da questo o quel tipo di brutalità spacciata per
pluralismo: la barbarie dal volto sorridente.
(Naturalmente,
fra cinquanta mila anni, il verde e il giallo saranno consolidati quasi
come lo sono oggi il rosso e il blu. In quel tempo, la maggior parte
degli adolescenti probabilmente passerà non allo stadio
arancione, come avviene oggi, ma a quello turchese – avendo
attraversato lo stadio arancione verso gli 8 o 9 anni con una noia
mortale. L’avanguardia sarà probabilmente da
qualche parte intorno al meme corallo/psichico, le cui vaste
potenzialità non ancora formate cominceranno a
cristallizzarsi e a essere modellate dallo spazio AQAL attraverso
futuri parametri non ancora definiti e che ancora devono emergere, in
parte, come novità creativa, prima di poter essere fissati
in abitudini predeterminate. Questa è la ragione per cui,
oggi, è importante per noi concentrarci sulle due onde che
costituiscono proprio adesso il punto cuspidale dell’azione
cosmica – i meme verde e il giallo – sforzandoci di
contribuire al meglio delle nostre possibilità al
rafforzamento delle loro versioni sane come un dono per il domani
…)
In
breve, l’avanguardia della novità creativa
è, oggi, da qualche parte intorno al meme giallo, e questo
vuol dire che le caratteristiche profonde dei meme dal beige
all’inizio del verde sono già state depositate
come abitudini kosmiche – e più antico
è il meme, più è consolidato e
stabile. 7 Quindi, oggi, le caratteristiche profonde dei meme fino ai
dintorni del verde sono relativamente stabilizzati e
“predeterminati”, non da archetipi eterni, ma dalle
unificazioni prensive e dalle risonanze morfiche provenienti dalle
passate novità creative ora divenute abitudini.
Spazio
di probabilità nella matrice AQAL
Poiché
postmodernismo ha significato spesso
“poststrutturalismo”, frequentemente i profani non
comprendono cosa sia (e cosa non sia) una
“struttura”. Tra gli esperti vi è, di
fatto, un ampio e profondo accordo circa il significato di
“struttura”, che è definita generalmente
– da Sheldrake, Piaget, Habermas, Francisco Varela, Carol
Gilligan, Jane Loevinger, ecc. – come un “sistema
dinamico di processi che si auto-organizzano e che si auto-conservano
come modelli attraverso la loro riproduzione dinamica”. 8 In
quanto schemi dinamici che si auto-conservano, le strutture non sono
fisse e immutabili, ma, al contrario, sono “instabilmente
stabili” (o un misto di “circolarità e
apertura” – che vuol dire passato e
novità, cioè karma e creatività,
includi e trascendi - ), quindi sono abili e flessibili adattamenti
alle fluttuazioni: evolvono attraverso un “accoppiamento
strutturale” con l’ambiente interagente (noi
diciamo “tetra-evolvono”). Una struttura
è materialmente diversa in ogni momento; il suo schema o
forma, tuttavia, è instabilmente stabile e perdura come
abitudine kosmica finché questa classe di oloni esiste nello
spaziotempo (cioè, finché essa riesce a far
fronte alle pressioni della selezione nella matrice AQAL).
E’
frequente nelle forme postmoderne del “nuovo
paradigma” dire che “la struttura”
è stata sostituita dal “processo”; in
realtà, naturalmente, le strutture sono state sempre
definite come “processi dinamici che si
auto-riproducono”. Ma ci sono, in verità, due
aspetti delle strutture che i ricercatori mettono in evidenza: la loro
capacità di cambiamento flessibile (per esempio,
accomodamento e adattamento – o aggiustamento alle loro
communions); e la loro capacità, se le condizioni sono
quelle giuste, di rimanere incredibilmente stabili per lunghi periodi
di tempo (per esempio, autopoiesi e assimilazione – o
agency). [Agency e communion sono due caratteristiche degli oloni che
sono sempre tutto/parte; agency può essere tradotto come
identità, azione, autoaffermazione; communion: comunione,
relazione, integrazione. N.d.T.]
Ricordiamo,
ad esempio, che ci sono batteri viventi sulla terra che sono rimasti
immutati per oltre un miliardo di anni. Ci sono specie di insetti che
sono rimasti immutati per più di 10 milioni di anni; forme
dei rettili per più di 5 milioni di anni – per non
menzionare le forme di molti atomi e molecole che hanno quasi 15
miliardi di anni: questo significa essere straordinariamente capaci di
stabilità o agency! Negli esseri umani il meme beige
è rimasto essenzialmente immutato per 500.000 anni; il meme
porpora per 30.000 anni, il rosso per 10.000; il blu per 3.000;
l’arancione per 300; il verde per 30 (e siamo ora nella
spumeggiante, creativa estrema frontiera dell’evoluzione
umana dove nuove e più alte potenzialità, sebbene
già esplorate e concreate in forme individuali e particolari
da rari pionieri, stanno appena iniziando a emergere e a
cristallizzarsi su basi diffuse o culturali – soprattutto per
quanto riguarda il meme giallo).
Ciò
che, allora, è necessario è un modo per
conservare la “struttura” senza cadere, diciamo,
nello strutturalismo, o in una reificazione delle strutture come se si
trattasse di modelli preesistenti ontologicamente (che è
quello che è stato fatto, in modo diverso, sia dalla
filosofia perenne sia dagli strutturalisti; e di entrambi, per quanto
riguardo questo aspetto, dobbiamo disfarci).
Abbiamo
visto che le caratteristiche profonde sono ereditate, ma non lo sono le
caratteristiche di superficie. Questo vuol dire che, sebbene gli schemi
generali (o le impronte morfogenetiche) di questi oloni ci siano
consegnati dal karma kosmico, tutti i contenuti concreti, le
caratteristiche di superficie e le espressioni di questi modelli
abituali sono determinati nei quattro quadranti da fattori contingenti
relativi, culturali e personali.
Ma
qui è dove cominciamo ad andare oltre qualsiasi definizione
classica di “struttura profonda”,
“caratteristica profonda” o “schema
profondo”: per la Post-Metafisica Integrale uno
“schema profondo” non è una forma o una
struttura di fatto esistente, ma semplicemente un termine che
rappresenta la probabilità di trovare un particolare tipo di
olone in una particolare modalità di spaziotempo.
Quindi,
se diciamo che una persona è al “livello del meme
rosso” e le caratteristiche generale del livello rosso
includono egocentrismo, una moralità preconvenzionale e
forti spinte dominatrici (tra altre cose), questo non significa che
esista qualche tipo di struttura, modello o intelligenza adattativa
concretamente esistente chiamata “struttura rossa”
(o meme rosso, o modulo rosso, ecc.), tale per cui quella persona opera
in qualche modo al suo interno e da essa limitata (o che quella
struttura sia in qualche modo “nella” persona).
Quello che semplicemente vuol dire è che la persona che noi
identifichiamo come operante al o dal livello rosso agisce in uno
spazio dove la probabilità di trovare quei tipi di risposta
è molto alta (cioè, risposte egocentriche,
preconvenzionali, connotate da spinte dominatrici, ecc.). Meno risposte
di questo tipo ci sono, meno la persona si trova “al livello
rosso” – meno opera nello spazio di
probabilità di quella particolare abitudine kosmica.