A.R.A.T ( Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale )
Dott.ssa GIOVANNA VISINI
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La Nuova Era Integrale

Avanguardia Evolutiva e Sistema

Operativo Integrale

di Ken Wilber - (Stralcio A: dal Libro "Kosmic Karma" di prossima pubblicazione)

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Quindi un modello profondo è semplicemente un’onda di probabilità. Le configurazioni profonde che sono caratteristiche di quell’onda di probabilità sono scoperte attraverso un’investigazione ricostruttiva della sua esistenza ex post facto, e non sono qualcosa che possiamo dedurre, come fanno Platone, Hegel o Aurobindo, prima del fatto. In altre parole, dire che la coscienza si trova “al livello rosso” significa soltanto che sta vibrando nello spazio di una particolare onda di probabilità: dall’esterno, diciamo che fluisce lungo un particolare campo morfogenetico che rappresenta la probabilità di trovare certi tipi di comportamento in quel punto dello spaziotempo; dall’interno, diciamo che il sentimento/consapevolezza di quell’olone emerge in un orizzonte di prensioni individuali e collettive, tali che la probabilità di sentire un certo tipo di sentimenti è molto elevata nell’ambito di quella particolare onda.

Alcune onde di probabilità sono così saldamente depositate come abitudini kosmiche che la probabilità di trovare un particolare tipo di olone in quello spazio si avvicina al 100 per cento. Questo avviene spesso nei sistemi fisici (dove, come ha sottolineato Whitehead, è stato erroneamente scambiato per puro determinismo); ma questo avviene abbastanza spesso anche ai livelli più elevati (per esempio, la probabilità di trovare certi tipi di oloni nell’ambito dell’onda di probabilità rossa è, in verità, molto elevata). Ma questo non deve offuscare il fatto che gli stadi/onde dello sviluppo, in tutti i quadranti e fino al tempo presente, sono emersi originariamente, in parte, come novità creative e furono in seguito depositati come abitudini, e di conseguenza non rappresentano rigidi schemi deterministici, ma abitudini organiche che indicano la probabilità di trovare un evento particolare in uno spaziotempo particolare.

(Persino un elettrone, dal punto di vista della meccanica quantistica, non è una cosa preesistente, ma “una tendenza a esistere”, la cui probabilità di essere trovato in un particolare spaziotempo è data dal quadrato della funzione d’onda di Schroedinger.)

Allora, riassumendo, le configurazioni profonde di ogni olone (quark, atomo, molecola, meme, ecc.) sono semplicemente tipi di eventi probabili all’interno delle abitudini kosmiche già depositate dalle emergenze creative passate. Queste onde di probabilità non sono una sorta di strutture preesistenti sparse da qualche parte là fuori, ma sono semplicemente i campi generali morfogenetici che rappresentano la probabilità di trovare un particolare evento in un particolare punto dello spaziotempo nel dispiegarsi creativo della matrice AQAL.

Quanto alle caratteristiche superficiali di quegli eventi, esse sono condeterminate non soltanto dalle abitudini kosmiche passate che fissano i modelli generali di probabilità, ma dai fattori effettivi che esistono nei quattro quadranti (prensioni esperenziali, schemi comportamentali, sistemi sociali e contesti culturali. 9 Per questo, ripetiamolo ancora, sebbene alcune onde di probabilità (impronte morfogenetiche o schemi profondi) siano ereditate dal passato in modo collettivo, la maggior parte delle configurazioni superficiali non lo sono. 10

Ma notate questo per favore: persino gli schemi profondi delle onde di coscienza più elevate – cioè, più elevate del meme verde – si stanno formando ora; neppure quegli schemi sono predeterminati a priori. Naturalmente, i pionieri della coscienza quali sciamani, santi e saggi si sono spinti in quelle dimensioni e hanno lasciato tracce durevoli delle loro orme morfiche, ma essi sono ancora così pochi e lontani l’uno dall’altro da non rappresentare che scie leggere e sottili sulla corrente dello spirito. Stati più elevati della coscienza, onde più elevate della coscienza, vette più alte delle possibilità umane: esistono, in realtà, potenzialità più elevate che sono virtualmente illimitate, ma sono solo questo, cioè potenzialità non ancora formate, potenzialità che non si sono ancora cristallizzate e fissate in abitudini kosmiche disponibili in modo ampio e diffuso…

Come abbiamo visto, l’avanguardia della novità creativa si trova oggi intorno al meme giallo, il che significa che le caratteristiche profonde dei meme dal beige al verde sono stati già depositati come abitudini kosmiche – e più antico è il meme, più è stabilizzato e determinato. Quindi, oggi, le configurazioni profonde dei meme fino al verde sono relativamente fissate e “predeterminate”, non da archetipi eterni ma da unificazioni prensive e risonanze morfiche provenienti dalle novità creative passate ora consolidate in abitudini. In altri termini, l’a posteriori di ieri è diventato l’a priori di oggi. Ex post facto, possiamo tracciare la loro emergenza con un’investigazione ricostruttiva che mostra che quegli schemi sono stati depositati come abitudini; prima del fatto non possiamo predire quegli schemi in nessun specifico dettaglio.

Questa è la ragione per cui, anche se certe forme passate sono relativamente date come abitudini, l’avanguardia evolutiva non lo è. Per esempio, ciò che chiamiamo l’estremità più alta del “sottile” – il potenziale più elevato della dimensione sottile – fra migliaia di anni sarà stato probabilmente differenziato in una dozzina o più di livelli effettivi, attualizzati, senza che sia distinguibile alcun limite o confine: il culmine evolutivo dello Spirito è spumeggiante, non ancora formato, caotico, creativo, un gioco sfrenato che fa emergere la novità creativa, una novità creativa che sarà infine depositata come abitudine kosmica e che in seguito, a tutto lo sviluppo successivo, apparirà come un dato a priori, anche se, per il gioco misterioso e creativo dello Spirito, era stata originariamente depositata come un a posteriori.

Di conseguenza, anche le configurazioni profonde delle potenzialità più elevate del meme verde non sono livelli già formati, aprioristici e predeterminati, ma potenzialità morfogenetiche che, quando cominciano a cristallizzarsi, saranno plasmate da fattori presenti nei quattro quadranti – e SE questi modelli profondi cominciano a cristallizzarsi in un numero sempre maggiore di oloni nel mondo, si consolideranno infine in modelli abituali profondi che saranno ereditati dallo sviluppo seguente. Quegli stadi più elevati (più elevati del verde) si trovano, in quanto stadi, nella loro infanzia, disponibili in forme personali per gli individui altamente evoluti, ma ancora in attesa della loro emergenza su larga scala in modo da poter fissarsi come abitudine kosmica universalmente lasciata in eredità al futuro.

(Come possiamo parlare di livelli più elevati che sono disponibili in forma individuale alle personalità altamente evolute quando essi non sono ancora stabilizzati in forma collettiva? Vedi a questo proposito: On the Nature of Post-Metaphysical Spirituality: Response to Habermas and Weis, la traduzione dall’inglese della parte che riguarda la risposta a Habermas la trovate su questo sito; vedi anche l’importante nota 11. Torneremo su quest’argomento di fondamentale importanza nel corso della presente trattazione.)

Dopo essersi formate in qualsiasi punto del dispiegarsi evolutivo, queste abitudini kosmiche, diventano i modelli stabili che costituiranno i subcomponenti di tutti le nuove emergenze creative. Per esempio, gli atomi, che originariamente erano emersi in parte come novità creative, si organizzarono in modelli abituali che poi divennero gli ingredienti o subcomponenti delle molecole. Le forme di quelle molecole, emerse anch’esse originariamente in parte come novità creative, si stabilizzarono poi come modelli che divennero gli ingredienti o i subcomponenti delle cellule, e così via. Dopo essere emerso, il livello rosso divenne un subcomponente dell’arancione, e così di seguito, man mano che l’olarchia momento-dopo-momento si dispiega (come indica Whitehead). Questa relazione “trascendi-e-includi”, radicata nella prensione di Whitehead, costituisce la base, per quanto riguarda il lato dei sentimenti/consapevolezza, della gentile disposizione del Kosmo verso complessità e profondità sempre maggiori, una disposizione che con un altro nome è chiamata Eros.

Le pressioni della selezione nello spazio AQAL: pretese di validità nei quattro quadranti

Quando ogni nuovo olone emerge, lo fa in uno spazio/contesto già esistente – cioè emerge in uno spazio AQAL che ha già vari tipi di onde, correnti, stati, sistemi, ecc., ciascuno con la sua eredità propria. (Ripetiamo che l’a posteriori di ieri è diventato l’a priori di oggi). Ogni nuovo olone che emerge, quindi, deve provare la sua capacità di esistere e sopravvivere in questo spazio già-esistente – deve “ingranare” con la matrice AQAL che già-esiste. E’ quindi sottoposto da parte della selezione a varie pressioni (o pretese di validità) che rappresentano i tipi di aggiustamento ai quali deve adattarsi per poter sopravvivere. Naturalmente, l’olone non si limita ad adattarsi: esso porta anche il suo momento di novità creativa che va ben oltre l’aggiustamento alla matrice AQAL; ma, se non riesce ad adattarsi almeno in una certa misura, sarà semplicemente eliminato dalle pressioni della selezione e non avrà la possibilità di esprimere o trasmettere la sua creatività.

Poiché ogni olone ha almeno quattro quadranti o quattro dimensioni di essere-nel-mondo, e ognuna di queste dimensioni deve aggiustarsi con lo spazio/contesto già- esistente, ci sono almeno quattro tipi di pressioni da parte della selezione: ogni olone deve aggiustarsi in una certa misura con il suo io, noi, ciò, essi/its. Quindi ogni olone deve essere capace di registrare abbastanza accuratamente il mondo esterno del “ciò/it” (verità); ogni olone deve registrare abbastanza accuratamente il mondo interiore dell’“io” (veracità); deve essere capace di adattarsi al suo sistema collettivo o sociale dell’“essi/its” (adattamento funzionale); e deve essere capace di accordarsi adeguatamente all’ambiente culturale del “noi” (significato).

Queste pretese di validità nei quattro quadranti (ciò-verità, io-veracità, essi/its-adattamento funzionale; noi-significato) non sono semplici rappresentazioni, ma interazioni attivate in modo mutuamente interrelato e reciprocamente impegnativo; queste pressioni della selezione nei quattro quadranti si applicano a tutti gli oloni, dagli atomi alle cellule, agli alberi, ai vermi, ai lupi, alle scimmie. Qualsiasi olone che non riesca a superare adeguatamente queste pressioni cessa semplicemente di esistere.

Questa formulazione quadratica ci offre una maggiore comprensione della natura delle relazioni tra le dimensioni soggettiva, oggettiva, intersoggettiva e interoggettiva dell’esistenza. Sebbene, in questa o in quell’occasione, ci capiti di mettere l’accento sull’importanza dell’una o dell’altra dimensione, soprattutto l’intersoggettiva (che è spesso ignorata dalla maggior parte dei teorici), la visione tecnicamente corretta è che le quattro dimensioni emergono simultaneamente e tetra-evolvono. Nessun quadrante è ontologicamente precedente o primario. E nessun quadrante è di fatto “in” o “all’interno” di un altro quadrante. Gli oloni individuali non sono “negli” oloni sociali, nel modo in cui i suboloni sono negli individui composti (vedi On Critics, Integral Institute, My Recent Writing, and Other Matters of Little Consequence, sul sito www.wilber.shambala.com).

Quindi, spesso diciamo che “l’intersoggettività è il terreno su cui emergono sia il soggetto che l’oggetto” - e questo esprime un importante punto, ma è ancora soltanto una parte della storia integrale (una parte che noi accentuiamo perché spesso è ignorata). La storia completa è che il terreno dell’emergenza non è l’intersoggettività, ma è la totalità della matrice AQAL. Questo significa che la matrice AQAL del momento precedente è il terreno a priori su cui emerge il momento presente (un campo che, se tutto va bene, il momento presente abbraccerà e infine trascenderà nel momento AQAL successivo). Ogni quadrante, dunque, trasmette al futuro un retroterra di eredità (cioè, vi è un karma kosmico quadrante dopo quadrante), e qualsiasi olone deve aggiustarsi alle quattro pressioni della selezione o subire l’annientamento. Non è che la dimensione intersoggettiva ci sia prima e poi il soggetto e l’oggetto saltino fuori da lì, il fatto vero è che ogni olone ha quattro dimensioni che emergono simultaneamente e con le quali deve ingranarsi fino a un certo punto significativo, altrimenti l’olone non può sopravvivere nello spazio già-esistente.

Chiaramente questo significa che il campo intersoggettivo influenza le onde di probabilità della forma di emergenza dell’olone; ma questa influenza la esercitano anche i campi interoggettivi, le prensioni soggettive precedenti, e le precedenti risonanze morfiche oggettive. E lo fanno non una dopo l’altra, ma tutte insieme e allo stesso tempo. Se l’olone non si adatta in maniera essenziale con il suo retroterra intersoggettivo di prensioni reciproche date precedentemente, allora non emergerà; ma non emergerà anche se non riesce ad adattarsi all’eredità degli altri tre quadranti. Nessuno di questi quadranti è da solo precedente ontologicamente o cronologicamente: quello che è precedente è la matrice AQAL nel suo insieme. Il momento AQAL precedente è l’eredità di questo momento AQAL.

Ciò che è successo, in generale, con i pluralisti postmoderni è che essi – correttamente sensibili al fatto che il terreno intersoggettivo fosse stato ignorato dall’epistemologia illuministica che privilegiava ontologicamente il quadrante Alto/Destra – inavvertitamente sbandarono e precipitarono nella direzione opposta: essi privilegiarono ontologicamente il quadrante Basso/Sinistra delle relazioni, del pluralismo partecipativo e dell’intersoggettività (che spesso è degenerato nella grammatologia del Basso/Sinistra). Il grido di battaglia generale era: “Le relazioni sono più importanti delle cose che sono in relazione”.

Naturalmente, le relazioni senza che ci sia nulla da relazionare non sono altro che aride astrazioni (che hanno nascostamente elevato le strutture di valore verdi ad assoluti ontologici), questa concezione postmoderna riflette una comprensione del Kosmo preintegrale e prequadratica, concezione nella quale gli eventi sono considerati occasioni esistenti che devono essere messe in relazione da vari tipi di schemi di campi/forme o contesti/contenuti, invece di rendersi conto che essi emergono tutti simultaneamente nello spazio AQAL e tutti tetra-evolvono in una corrispondenza reciproca. Non sono precedenti né le cose né le relazioni: sono entrambe semplicemente prospettive o dimensioni differenti della matrice AQAL. Come vedremo, il pluralismo postmoderno è rimasto prigioniero di una particolare e intensa forma di assolutismo di un quadrante che ha avuto intuizioni importanti ma parziali, e le ha imposte in modo egemonico marginalizzando le altre voci, pure ugualmente importanti. Un tema questa su cui ritorneremo tra breve.

 


©2007-2008 Giovanna Visini - Ultimo aggiornamento: 01/12/2007