Nell’Occidente
moderno, le principali guerre culturali riguardano non soltanto i
valori tradizionali contrapposti ai valori moderni, contrapposti a
quelli postmoderni, ma i modi tecno-economici dei settori agricoli,
industriali e informatici, con le visioni del mondo mitica, razionale e
pluralistica (rispettivamente e in modo correlato). Nel mondo non
occidentale, i conflitti principali sono tra modi tribali-di
foraggiamento e mitici-agrari in guerra con i modi moderno-industriale
e postmoderno-pluralistico.
Quindi,
le tensioni socioculturali (e le crisi di legittimazione) si estendono
a tutto lo spettro, con varie culture e sottoculture in varie
combinazioni di adattamenti stabili e instabili. Per quanto riguarda il
sistema sociale B/D e la sua base tecno-economica, quello che succede
generalmente è che l’innovazione tecnologica
inizia nella mente di alcuni individui creativi (Alto/Sinistra)
– James Watt e la macchina a vapore, per esempio. Questa
nuova idea è comunicata agli altri attraverso il
comportamento verbale e cognitivo dell’inventore
(Alto/Destra), finché un piccolo gruppo di individui alla
fine comprende l’idea (Basso/Sinistra): se l’idea
è sufficientemente convincente, è trasformata in
una forma concreta (cioè, la costruzione di macchine a
vapore) e diventa parte della base socio-economica (Basso/Destra).
Poiché adottare la nuova base richiede un cambiamento del
materiale, e non un cambiamento della coscienza, la rivoluzione
tecnologica può diffondersi attraverso il sistema sociale
molto rapidamente, lasciando indietro la vecchia visione del mondo
culturale che ora non è più in sintonia con le
nuove realtà.
Il
cambiamento della visione del mondo culturale richiede, naturalmente,
una difficile trasformazione soggettiva della coscienza per poter
tetra-adattarsi con le nuove realtà sociali di maggiore
profondità. Il solo modo in cui questo generalmente avviene
è il seguente: un gruppo di individui che si sono evoluti
precocemente fino al livello culturale e di coscienza più
elevato, alla fine, attraverso mezzi pacifici e non, finiscono al
comando di un nuovo sistema di governo le cui caratteristiche sono
quelle della nuova onda di probabilità (nella coscienza,
cultura e tecnologia) – vale a dire, la stessa onda nuova che
ha prodotto la nuova tecnica.
Per
esempio, la cognizione operativa concreta , che ha prodotto la
tecnologia orticolturale, potrebbe anche appoggiare uno spostamento dal
sistema di governo tribale preconvenzionale, a forme di governo
sociocentriche, convenzionali e trans-tribali che riuniscono varie
tribù in blocchi politici più ampi non fondati
sulla consanguineità, come pure il passaggio dalla visione
del mondo magica alla mitica. E a loro volta, le stesse nuove tecniche
orticolturali, create da una capacità cognitiva
più profonda che è ora in esse incorporata,
sostengono e fanno penetrare una visione del mondo mitica: da qui la
tetra-evoluzione. (Marx aveva ragione nel sostenere che, per la maggior
parte delle persone, la base tecno-economica determina in modo
predominante la loro coscienza: ma egli non comprese da dove la base
prende origine, la coscienza dell’inventore, che chiaramente
determina la base. In altri termini, Marx non comprese la matrice AQAL
e assolutizzò il quadrante Basso/Destra, un assolutismo che
non è necessario condividere per poter apprezzare le sue
verità importanti anche se parziali.)
Allo
stesso modo, la cognizione operativa formale, che può
produrre la macchina a vapore, può anche sostenere lo
spostamento dai modi di governo convenzionali ai postconvenzionali (per
esempio, dall’aristocrazia alla democrazia rappresentativa
repubblicana), come pure il cambiamento dalla visione del mondo mitica
alla razionale, così che, ancora una volta, tutti i
quadranti allo stesso livello di profondità si
tetra-influenzeranno reciprocamente.
Usando
l’esempio del passaggio dal foraggiamento tribale magico al
villaggio orticolturale mitico, anche se la nuova cultura mitica
è governata dall’avanguardia
dell’evoluzione collettiva, tuttavia vi sono ancora sacche e
sottoculture di valori arcaici e magici – la cui esistenza
causa guerre culturali interne di grande importanza (le battaglie
storiche tra magico e mitico sono leggendarie; vedi il mio libro Up
from Eden). Quindi non si verifica semplicemente una lacerante guerra
culturale tra un’epoca e un’altra, ma
all’interno di ogni epoca data ci sono guerre culturali
interne che rappresentano le sacche delle abitudini kosmiche che sono
per se stesse ancora disponibili.
Paradigmi
Notiamo
che, incidentalmente, questa visione dei cambiamenti storici attraverso
le pressioni AQAL della selezione si accorda con le osservazioni di
Kuhn sulle rivoluzioni scientifiche, che sono un sottoinsieme della
matrice trasformazionale AQAL che stiamo descrivendo. Brevemente:
alcune scoperte effettive nel mondo dei quadranti di Destra non possono
essere spiegate da nessuna visione del mondo scientifica nei quadranti
di Sinistra, e quindi avviene una grave discrepanza tra la base e la
sovrastruttura, così che una rivoluzione spesso sofferta
nelle strutture delle credenze e nelle visioni del mondo diventa
necessaria per tenere il passo dell’informazione fattuale.
Thomas Kuhn, nel libro “La Struttura delle Rivoluzioni
Scientifiche”, ha presentato centinaia di questi mutamenti di
paradigma o rivoluzioni nella pratica scientifica.
Il
modo in cui Kuhn ha usato il termine “paradigma”
è stato, naturalmente, compreso in modo del tutto distorto
dal pubblico e dalla maggior parte dei critici e di coloro che si sono
appropriati del termine, che scorrettamente lo hanno usato per
significare una qualche sorta di teoria o di superteoria. Fritjof
Capra, Stan Grof, Duane Elgin, Richard Tarnas, Charlene Spretnak
– la lista è infinita – direbbero che
una nuova teoria olistica o ecologica dovrebbe sostituire la vecchia
visione del mondo atomistica, newtoniana-cartesiana, e questo sarebbe
un nuovo paradigma. Ma questo uso tipicamente scorretto del concetto di
paradigma è proprio il contrario di quanto afferma Kuhn.
“Paradigma” per Kuhn, non significa la teoria o la
sovrastruttura, ma la base o pratica sociale. Paradigma è
l’equivalente quasi esatto di base tecno-economica, pratica
sociale, ingiunzione comportamentale, modello.
Vale
a dire, un paradigma è un insieme di pratiche sociali e di
modelli comportamentali – per esempio, specifici tipi di
esperimenti che producono uno specifico insieme di dati o occasioni
fattuali. Un paradigma, modello o ingiunzione, genera, produce e
illumina una particolare serie di fenomeni, dati, esperienze o
apprensioni. (Questa è la ragione per cui nella mia teoria
generale della buona scienza troviamo tre elementi principali:
ingiunzione o paradigma, dati generati o apprensioni e
conferma/rigetto. Il primo livello, nella mia elaborazione, tiene conto
proprio dell’importante lavoro di Kuhn, pur inserendolo in un
più vasto contesto di fenomenologia,
falsificabilità, e altri fattori importanti, anche se
parziali.)
Un
paradigma, nel senso in cui Kuhn utilizza questo concetto,
può essere un particolare insieme di esperimenti che produce
i raggi X. Questi esperimenti, ingiunzioni o pratiche sociali
(Basso/Destra) diventano i modelli esemplari di come mettere in pratica
la buona scienza in quel campo. Altri scienziati usano e ripetono
quelle pratiche esemplari per produrre (generare, costituire) ulteriori
dati, fenomeni, o occasioni fattuali. E – quasi esattamente
come in Marx (poiché entrambi avevano intuito la natura AQAL
di questa faccenda) – intorno a questa base o paradigma
(Basso/Destra) si sviluppano varie sovrastrutture, teorie e visioni del
mondo (Basso/Sinistra) che sono plasmate e determinate dalla base.
Per
esempio, attorno a un’intera serie di esperimenti e paradigmi
fisici si è costruito l’intero edificio della
teoria della fisica newtoniana. Vale a dire, attorno la base B/D della
produzione tecnologica sono cresciute teorie e visioni del mondo B/S. O
ancora, attorno alla base B/D della produzione di dati e dei paradigmi
ingiuntivi (che generano vari tipi di dati, esperienze e fenomeni) sono
cresciute varie teorie, sovrastrutture e visioni del mondo B/S che
cercano di spiegare i dati fattuali prodotti. La base o paradigma
contribuisce a determinare la coscienza degli scienziati in questo
ambito (proprio come la base tecno-economica contribuisce a determinare
la coscienza degli individui in ogni società –
sebbene per noi si tratti sempre di un affare AQAL che non privilegia
nessun singolo quadrante, livello, linea o stato). Come abbiamo visto
con Marx, il punto essenziale è che le
materialità della terza persona hanno un profondo effetto
sulle realtà della prima e seconda persona.
Questa
relazione tra esperimenti e teoria, che Kuhn chiama “scienza
normale”, funziona bene finché i dati generati dal
paradigma continuano ad accordarsi con la visione del mondo prevalente.
La teoria newtoniana, per esempio, ha funzionato molto bene per un
lungo periodo di tempo nello spiegare tutti i dati che erano stati
generati fino ad allora. Con poche eccezioni… come le
radiazioni del corpo nero. Man mano che venivano inventati esperimenti
sempre più sofisticati, si generavano nuovi dati che non
potevano in nessun modo essere spiegati dalle vecchie teorie. Quindi,
la base della produzione tecnologica – il nuovo paradigma
– iniziò a produrre esperienze che non potevano
trovare spiegazione nelle vecchie teorie. La nuova base aveva bisogno
di una nuova visione del mondo, e quindi la scienza fu pronta per
un’altra “rivoluzione”, per un drammatico
mutamento nella visione del mondo che rispondesse al progressivo
aumento della profondità del nuovo paradigma e alla
necessità di un aumento della profondità di una
nuova teoria.
Sì,
questo è quello che chiamiamo progresso scientifico, come
Kuhn ha affermato molto chiaramente (“Io credo fermamente nel
progresso scientifico”), mostrandosi ancora una volta
d’accordo (correttamente, secondo me) con Marx, per quanto
riguarda questo fondamentale aspetto (cioè, vi è
un Eros progressivo nella sequenza, altrimenti le
“rivoluzioni” non sono realmente rivoluzionarie, ma
soltanto adattamenti ciclici dei vecchi modi che non portano da nessuna
parte).
Naturalmente,
possiamo dire che tutti i teorici odierni del “nuovo
paradigma” – inclusi gli autori menzionati sopra e
letteralmente altre centinaia – hanno preteso di avere un
nuovo paradigma, mentre in realtà non l’avevano.
Quello che avevano era una nuova teoria, non una nuova base, non una
nuova serie di ingiunzioni per generare nuovi dati, non un nuovo
modello esemplare. La versione esageratamente popolare di
“paradigma” ha messo il carro davanti ai buoi, dal
momento che ha presentato semplicemente una nuova teoria senza un nuovo
paradigma – vale a dire che “i nuovi
paradigmi” erano interamente una versione boomeritis
dell’importante ricerca di Kuhn (vedi Boomeritis. Cap. 8).
Ogni
qual volta un nuovo (e reale) paradigma genera nuovi dati, le vecchie
visioni del mondo e teorie sono gettate in una crisi che può
essere risolta soltanto da un progressivo aumento della
profondità che proceda di pari passo con l’aumento
della profondità nel nuovo paradigma o base
tecno-produttiva. Sia che questa crisi (o scontro di paradigmi
– che significa scontro tra varie forze tecnologiche di
produzione di dati, o scontro tra tipi di esperimenti e modelli che
saranno ritenuti capaci di produrre i dati più
significativi) – sia che questa crisi si risolva attraverso
una rivoluzione vera e propria o attraverso una riforma più
pacifica (vedi sotto), il risultato è lo stesso: un aumento
di profondità nei quadranti Basso/Destra e Basso/Sinistra (e
di conseguenza nei quadranti Alto/Destra e Alto/Sinistra
poiché tutti i quadranti sono implicati). In breve, le
quattro pressioni della selezione nello spazio AQAL entrano in scena e
cospirano affinché Eros muova un altro passo avanti nel
gioco kosmico. (Questo non significa che il progresso sia un percorso
tutto rose e fiori: come vedremo, nuovi progressi e nuove patologie
vanno spesso a braccetto, ma questo fatto non è di per
sé sufficiente per negare gli aspetti di quello sviluppo
reale che l’aumento genuino e progressivo di
profondità spesso rappresenta.)
Ma
notiamo subito che uno scontro di paradigmi è solo un
piccolo sottoinsieme di un fenomeno più vasto e importante,
avviamoci allora verso la trattazione di questo tema più
vasto.
Crisi
di legittimazione
Uno
scontro di paradigmi è, in realtà, un buono
esempio di quel fenomeno che è conosciuto generalmente come
crisi di legittimazione.
Per
cominciare, chiariamo alcuni termini tecnici. Nel mio approccio,
legittimità si riferisce all’adeguatezza nella
traslazione orizzontale, e autenticità si riferisce
all’adeguatezza nella trasformazione verticale (vedi, per
esempio, A Sociable God, CW 4). Quindi, autenticità
è la misura del grado di profondità evolutiva di
un sistema di credenze (per cui la visione del mondo turchese
è più autentica di quella blu), e
legittimità è la misura del buon funzionamento di
quella visione al livello che le è proprio. Una particolare
visione del mondo può essere molto legittimata (o
felicemente accettata dalla maggior parte dei membri della cultura) ma
può non essere molto autentica (può essere una
struttura di credenze porpora o rossa). D’altra parte, alcune
visioni del mondo possono essere molto autentiche (per esempio,
rappresentano le cognizioni turchese o visione logica/pensiero
integrale) e non essere molto legittimate (non accettate dalle classi
governanti o dai governati).
Una
crisi di legittimazione, in senso lato, è una rottura
nell’adeguatezza di un modo particolare di tradurre e dare
significato al mondo – cioè, un crollo
dell’adeguatezza di una particolare visione del mondo e della
sua capacità di suscitare adesione. Questo può
accadere in qualsiasi cultura o sottocultura (inclusa quella
scientifica, come abbiamo visto), ma ha un’importanza
particolare nell’arena politica. Quindi una qualsiasi forma
di governo (che si tratti di un capo tribù, un signore, un
monarca, una plutocrazia, un’aristocrazia, una democrazia,
ecc.) è considerata legittimata se è ampiamente
accettata dai sudditi o governati (o, in alternativa, se ci sono buone
ragioni legali/morali per sostenerla). Legittimazione è il
processo attraverso il quale i membri di una società credono
nei governanti di quella società (e quindi li seguono). E le
teorie della legittimità cercano di spiegare (e/o di
giustificare) perché un particolare sistema di governo ha
l’accettazione e l’obbedienza dei suoi membri (la
ragione che spiega quest’accettazione può spaziare
lungo tutto lo spettro, andando dalla mera funzionalità a
un’estremità dello spettro fino a ragioni
più sostanziali all’altra estremità).
Una
crisi di legittimazione politica, quindi, significa una crisi
socioculturale nei modi prevalenti di traslazione (a ogni livello dato)
con riferimento ai sistemi di governo di quella cultura (sia che si
tratti di cultura politica, scientifica, medica, educazionale, ecc.).
Una crisi di legittimazione, nel senso più generale,
è una crisi di fede nella visione del mondo prevalente e nei
sistemi di governo che rappresentano quella visione del mondo. 12
All’inizio
del XX secolo, Max Weber scrisse un trattato che ebbe una grande
influenza (Economy and Society) in cui identificava tre fonti
principali di legittimità (o ragioni per cui un popolo
seguiva una particolare governo, sistema o regime): costumi o
tradizioni; procedure legali-razionali (per esempio, votare); e carisma
individuale. Sebbene queste tre fonti di legittimazione politica
esistano ancora, l’analisi di Weber di queste fonti era
prevalentemente funzionale – cioè, queste fonti
non erano viste come buone o giuste, ma semplicemente come quelle che
avevano funzionato bene. Questa visione essenzialmente funzionalista
della legittimità continua (implicitamente o esplicitamente)
a essere fatta propria dalla maggior parte dei teorici sistemici,
incluso il famoso Niklas Luhmann).