A.R.A.T ( Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale )
Dott.ssa GIOVANNA VISINI
Via G.B. Moroni 22, 20146 Milano - Tel. 02-4523842 Cell. 338-2124389
Website: http://www.rebirthing-milano.it E-mail: giovannavisini@tiscali.it

Di cosa si tratta | Testimonianze | Biografia | Bibliografia | Link Utili | Download | Newsletter | Sito Associazione.
 

 
   
 
Il Rebirthing Transpersonale
<<segue da

Questa visione si accorda perfettamente alla comprensione che del corpo/mente e del suo funzionamento hanno, sia le scuole di psicologia transpersonale come la Psicosintesi e le teorie di Wilber, sia molte tradizioni spirituali che propongono cammini di realizzazione del Sé transpersonale e delle dimensioni spirituali non duali (a cui per altro sia la Psicosintesi sia Wilber si ricollegano). All’interno di queste tradizioni, millenni prima di Freud e Jung, era stato compreso che il problema fondamentale dell’essere umano è la liberazione dai condizionamenti e dai meccanismi inconsci che ci imprigionano e ci impediscono di realizzare ciò che veramente siamo, condannandoci alla paura e alla sofferenza. Termini come Risveglio, Liberazione, Visione della Realtà che troviamo negli insegnamenti spirituali si riferiscono a quello stato che si raggiunge quando portiamo la luce della consapevolezza nei labirinti del nostro funzionamento automatico e inconscio.

Il Rebirthing si inserisce nell’ambito di quelle che possiamo chiamare nuove “tecnologie bio-psico-spirituali” che hanno una forte componente esperenziale e che, in quanto coinvolgono tutti i piani e i livelli dello sviluppo della coscienza: il corpo, la mente e lo spirito, sono strumenti potenti di accelerazione della trasformazione e della crescita personale, in primo luogo per vivere meglio e realizzare i nostri compiti in questa vita e in secondo luogo per raggiungere in modo prima temporaneo poi sempre più stabile la dimensione transpersonale della coscienza. Il Rebirthing Transpersonale, a differenza di altre tecniche simili, non ha come suo primo obiettivo quello del raggiungimento di stati non ordinari di coscienza, ma si colloca nell’ambito delle tradizioni spirituali cosiddette “non dualistiche” come l’ Advaita Vedanta, il Buddhismo Mahayana, il Tantrismo, lo Zen; per quanto riguarda le scuole di psicologia, come abbiamo detto, è la Psicosintesi di R. Assagioli che presenta basi teoriche e pratiche in cui il nostro metodo si riconosce. Ciò che viene perseguito, infatti, è la ricerca della risposta alla domanda fondamentale “Chi sono Io”.

Attraverso successivi riconoscimenti, accettazione, disidentificazioni e integrazioni delle nostre varie parti consce e inconsce, delle varie funzioni, complessi, subpersonalità, delle impressioni fisiche, emozionali e mentali che si sono accumulate e stratificate negli anni, i molteplici e spesso conflittuali contenuti della coscienza sono integrati e armonizzati fino a raggiungere naturalmente lo stato di Osservatore, di Testimone di ciò che è. E noi siamo Quello. Il respiro è il veicolo dell’energia vitale che crea nuove forme a ogni istante. Ci rendiamo conto di questo continuo fluire di sensazioni, emozioni, pensieri. E noi ci siamo. Dentro di noi immersi nella vita c’è qualcosa che osserva, un centro: l’Io/Sé. Qualunque cosa succeda a livello del corpo, delle emozioni e della mente vengono accettati, compresi, lasciati andare. Ci liberiamo, è come rinascere.

Il Rebirthing ha dunque due funzioni fondamentali: la prima, rendere consapevole ciò che inconscio, che si tratti dell’inconscio personale o collettivo e armonizzarlo attorno all’ Io/Coscienza di sé, in questo senso si tratta di una “Via che scende”, che dal livello in cui siamo recupera e scioglie, sblocca e integra ciò che in noi agisce fuori dal nostro controllo (Freud diceva: “Tutto ciò che abbiamo dimenticato, ci induce a ripetere; Assagioli diceva: “Tutto ciò con cui siamo identificati ci possiede”; con Wilber potremmo dire che si tratta di allargare i confini troppo stretti in cui ci siamo rinchiusi reprimendo, rimuovendo e negando tanti aspetti di noi, mentendo per non vedere, per non soffrire, per non deludere, per compiacere, ecc.). Nella nostra epoca, è molto importante “discendere”, perché la mente razionale ha represso e sacrificato corpo ed emozioni. Spesso viviamo solo nei pensieri, inconsapevoli delle sensazioni, come anestetizzati. Scendiamo allora e riappropriamoci di ciò che è nostro. Non possiamo trascendere nulla se prima non lo possediamo (il leit-motiv della Psicosintesi è “Conosci, Possiedi, Trasforma”). Questo processo libera le energie bloccate e scioglie tensioni, ansie, paure, limitazioni di ogni tipo. Vibriamo di energia, di vitalità, siamo vivi e le nostre radici sono profonde e affondano nella terra. Vivevamo al dieci per cento delle nostre possibilità, ora possiamo vivere al cento per cento.

Questa visione si accorda perfettamente alla comprensione che del corpo/mente e del suo funzionamento hanno, sia le scuole di psicologia transpersonale come la Psicosintesi e le teorie di Wilber, sia molte tradizioni spirituali che propongono cammini di realizzazione del Sé transpersonale e delle dimensioni spirituali non duali (a cui per altro sia la Psicosintesi sia Wilber si ricollegano). All’interno di queste tradizioni, millenni prima di Freud e Jung, era stato compreso che il problema fondamentale dell’essere umano è la liberazione dai condizionamenti e dai meccanismi inconsci che ci imprigionano e ci impediscono di realizzare ciò che veramente siamo, condannandoci alla paura e alla sofferenza. Termini come Risveglio, Liberazione, Visione della Realtà che troviamo negli insegnamenti spirituali si riferiscono a quello stato che si raggiunge quando portiamo la luce della consapevolezza nei labirinti del nostro funzionamento automatico e inconscio.

Il Rebirthing si inserisce nell’ambito di quelle che possiamo chiamare nuove “tecnologie bio-psico-spirituali” che hanno una forte componente esperenziale e che, in quanto coinvolgono tutti i piani e i livelli dello sviluppo della coscienza: il corpo, la mente e lo spirito, sono strumenti potenti di accelerazione della trasformazione e della crescita personale, in primo luogo per vivere meglio e realizzare i nostri compiti in questa vita e in secondo luogo per raggiungere in modo prima temporaneo poi sempre più stabile la dimensione transpersonale della coscienza. Il Rebirthing Transpersonale, a differenza di altre tecniche simili, non ha come suo primo obiettivo quello del raggiungimento di stati non ordinari di coscienza, ma si colloca nell’ambito delle tradizioni spirituali cosiddette “non dualistiche” come l’ Advaita Vedanta, il Buddhismo Mahayana, il Tantrismo, lo Zen; per quanto riguarda le scuole di psicologia, come abbiamo detto, è la Psicosintesi di R. Assagioli che presenta basi teoriche e pratiche in cui il nostro metodo si riconosce. Ciò che viene perseguito, infatti, è la ricerca della risposta alla domanda fondamentale “Chi sono Io”.

Attraverso successivi riconoscimenti, accettazione, disidentificazioni e integrazioni delle nostre varie parti consce e inconsce, delle varie funzioni, complessi, subpersonalità, delle impressioni fisiche, emozionali e mentali che si sono accumulate e stratificate negli anni, i molteplici e spesso conflittuali contenuti della coscienza sono integrati e armonizzati fino a raggiungere naturalmente lo stato di Osservatore, di Testimone di ciò che è. E noi siamo Quello. Il respiro è il veicolo dell’energia vitale che crea nuove forme a ogni istante. Ci rendiamo conto di questo continuo fluire di sensazioni, emozioni, pensieri. E noi ci siamo. Dentro di noi immersi nella vita c’è qualcosa che osserva, un centro: l’Io/Sé. Qualunque cosa succeda a livello del corpo, delle emozioni e della mente vengono accettati, compresi, lasciati andare. Ci liberiamo, è come rinascere.

Il Rebirthing ha dunque due funzioni fondamentali: la prima, rendere consapevole ciò che inconscio, che si tratti dell’inconscio personale o collettivo e armonizzarlo attorno all’ Io/Coscienza di sé, in questo senso si tratta di una “Via che scende”, che dal livello in cui siamo recupera e scioglie, sblocca e integra ciò che in noi agisce fuori dal nostro controllo (Freud diceva: “Tutto ciò che abbiamo dimenticato, ci induce a ripetere; Assagioli diceva: “Tutto ciò con cui siamo identificati ci possiede”; con Wilber potremmo dire che si tratta di allargare i confini troppo stretti in cui ci siamo rinchiusi reprimendo, rimuovendo e negando tanti aspetti di noi, mentendo per non vedere, per non soffrire, per non deludere, per compiacere, ecc.). Nella nostra epoca, è molto importante “discendere”, perché la mente razionale ha represso e sacrificato corpo ed emozioni. Spesso viviamo solo nei pensieri, inconsapevoli delle sensazioni, come anestetizzati. Scendiamo allora e riappropriamoci di ciò che è nostro. Non possiamo trascendere nulla se prima non lo possediamo (il leit-motiv della Psicosintesi è “Conosci, Possiedi, Trasforma”). Questo processo libera le energie bloccate e scioglie tensioni, ansie, paure, limitazioni di ogni tipo. Vibriamo di energia, di vitalità, siamo vivi e le nostre radici sono profonde e affondano nella terra. Vivevamo al dieci per cento delle nostre possibilità, ora possiamo vivere al cento per cento.

 


©2007-2008 Giovanna Visini - Ultimo aggiornamento: 01/12/2007