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Nel
corso della sua storia il Rebirthing e la respirazione che ne
costituisce la tecnica fondamentale, sono stati associati soprattutto
alla possibilità di rivivere la propria nascita o al
raggiungimento di stati ampliati di coscienza. Questi ultimi potevano
riferirsi, senza precise distinzioni, sia alle dimensioni
“prepersonali” dell’inconscio collettivo,
cioè
ai contenuti attinenti alla storia psichica
dell’umanità,
sia all’inconscio superiore, più propriamente
transpersonale o spirituale.
Nessuna delle due visioni permette di comprendere in modo adeguato la
complessità, la profondità e
l’efficacia
terapeutica di quel viaggio di integrazione della
personalità e
di autoconoscenza che il Rebirthing Transpersonale permette di
intraprendere.
Propongo quindi di utilizzare, come referente teorico, la metafora del
“percorso di crescita” che permette di includere in
una
visione dinamica ed evolutiva le molteplici esperienze che emergono
nelle sedute. Il cammino, il percorso, parte dal luogo e dal momento in
cui la persona si trova e si inoltra per territori non prestabiliti che
si rivelano nel corso delle sedute, secondo tempi e modi spontanei e
adeguati alle esigenze di chi si rivolge a questo metodo. Il termine
crescita si riferisce al potenziale evolutivo di ciascuno di noi, alle
intrinseche capacità e risorse che ogni essere umano ha in
se
stesso e che tendono sempre a un’espressione più
completa,
creativa, autonoma delle proprie potenzialità, di chi si
è veramente, aldilà dei condizionamenti e delle
risposte
difensive ai vari eventi e sofferenze della vita.
Si tratta, dunque, di un contesto interpretativo molto flessibile e che
si adatta facilmente sia ai bisogni di chi è alla ricerca di
soluzione e sollievo per i propri disturbi psicosomatici ed
esistenziali, sia ai vissuti che emergono nelle sedute e che possono
provenire da diverse “aree”
dell’organismo
bio-psico-spirituale, senza la rigidità di voler imbrigliare
le
esperienze perché si adattino a uno schema precostituito.
Il percorso di crescita è un cammino di trasformazione, un
viaggio che ci porta in contatto con il nucleo più profondo
di
noi stessi. Il tema del viaggio è un archetipo che
accompagna da
sempre l’umanità, da Ulisse a Dante, dalla ricerca
del
Graal al viaggio sciamanico e iniziatico di morte e rinascita, dal
simbolismo alchemico alle fiabe e alla letteratura. Durante qualsiasi
viaggio una mappa è necessaria per orientarsi. Sappiamo che
le
mappe non sono il territorio, per questo devono essere flessibili,
devono essere spesso ridefinite, aggiornate, ridisegnate, man mano che
il territorio reale si rivela e si dispiega davanti ai nostri occhi.
Man mano che diventiamo più capaci di percorrerlo e di
decifrarlo.
Nell’utilizzare questo schema di riferimento (il percorso, il
viaggio, il cammino) possiamo avvalerci di validi modelli di evoluzione
della coscienza che ci consentono di precisare meglio i contorni di
quello che incontriamo e d’inquadrare (e quindi integrare) le
esperienze molteplici che si schiudono quando la respirazione,
praticata nel Rebirthing, apre l’accesso alle varie
dimensioni
della coscienza. Mi riferisco in particolare ai modelli (simili)
elaborati da Ken Wilber e dalla Psicosintesi di Roberto Assagioli.
K. Wilber parla di uno sviluppo dalla dimensione prepersonale (che
include in gran parte l’inconscio collettivo archetipico
studiato
da C.G. Jung), alla dimensione personale e al transpersonale. R.
Assagioli, suddivide il suo modello della psiche (l’ovoide
assagioliano; vedi sotto la figura) in inconscio inferiore, inconscio
medio e inconscio superiore con l’inconscio collettivo
(inteso
come la psiche di massa, in un senso che lo differenzia parzialmente da
Jung) che circonda l’ovoide con cui è in continua
osmosi.
Inoltre, quest’approccio considera fondamentale dare
attenzione
ai temi psicodinamici e alla realizzazione di una psicosintesi
personale intorno al centro dell’Io, pur mantenendo
costantemente
la visione dell’essere umano come un Sé spirituale
(la
sorgente dell’Io). Questa visione è la bussola che
guida,
come la stella cometa dei Magi, verso il dischiudersi della dimensione
superconscia e verso una psicosintesi transpersonale. Anche Wilber
insiste nel vedere il livello dell’io e il senso di
identità e di consapevolezza individuale come tappe
essenziali
dell’evoluzione della coscienza: dalla unione Io/Universo
inconscia e prepersonale, all’identità personale
separata,
all’unione conscia Io/Universo transpersonale..

L'Ovoide
della Psicosintesi
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