A.R.A.T ( Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale )
Dott.ssa GIOVANNA VISINI
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"Il rebirthing come percorso di crescita" Di giovanna visini


Nel Rebirthing Transpersonale intraprendiamo un cammino attraverso la “selva oscura” della confusione, dell’ansia, del panico, dell’incapacità di fare scelte, dell’insicurezza, del sentirsi inadeguati, della vergogna, del senso di colpa, ecc.. Queste sensazioni, emozioni, pensieri li percepiamo meglio, li circoscriviamo, ne delineiamo la storia. Quello che prima sembrava sopraffarmi, adesso posso osservarlo da una certa distanza. Cominciamo a percepire il centro della coscienza, l’Io, e, approfondendo il processo, la luminosa sorgente transpersonale, il Sé. La psicosintetista A. M. Finotti in un brano (disponibile sul mio sito) intitolato “La Metafora della Via” parla di una progressiva trasformazione che avviene in noi, sul cammino di crescita, da vagabondi confusi e trascinati dagli eventi, in viandanti sul cammino, in pellegrini verso una meta e poi, quando si apre il cuore, in servitori della vita e degli altri esseri.

La disidentificazione, pietra miliare della Psicosintesi, con la respirazione avviene in modo semplice e naturale: sono l’io che respira e allo stesso tempo sento l’emozione salire, il vissuto emergere: sono, ad esempio, quel bambino o quella bambina non visti, non abbastanza amati, non riconosciuti, sono quel ragazzo o quella ragazza impauriti che si consideravano brutti e inadeguati, sono quell’adulto che ha vissuto una perdita, che non ha superato separazione e lutto, fallimento e delusione.

Le situazioni emotive non integrate rimangono nel nostro inconscio e ci influenzano, anche se non ne abbiamo il ricordo o le abbiamo razionalizzate. Quel bambino o quella bambina sono ancora con noi, con le loro paure, con la loro fame d’amore, con le loro richieste insoddisfatte. Diventano delle vere “subpersonalità”. E nelle sedute di Rebirthing, non importa l’età della persona, emerge spesso insieme al pianto quell’invocazione sconsolata che abbiamo serbato dentro di noi per anni: “Mamma, dove sei?” Oppure, in un insight folgorante, ci appare chiaro quello schema di comportamento che ci ha condizionato da sempre. Vederlo significa iniziare a disidentificarci e quindi a non esserne più condizionati. Comincia a sciogliersi la rigidità di un comportamento stereotipato, non adatto, inefficace, diventiamo più flessibili e possiamo cambiare la nostra visione della realtà.
 
Quel modello di comportamento poteva, per esempio, rispondere a un certo tipo di messaggio ricevuto dai genitori in modo esplicito o non verbale che l’Analisi Transazionale (AT) ha schematizzato nei cinque “messaggi spinta”: sii perfetto, sii forte, sforzati, sbrigati, compiaci. A questi potremmo aggiungere quelle che l’AT  chiama “ingiunzioni”: non crescere, non riuscire, non essere te stesso, non sentire, non pensare, non riuscire, non essere un bambino, ecc. Il bambino o la bambina interiorizzano questi messaggi e cercano di adeguarsi, di rispondere e corrispondere con gli strumenti esigui a loro disposizione. Sanno intuitivamente che solo così saranno accettati, amati e potranno… sopravvivere.

In una seduta un uomo rivive la scena: la madre è malata, è malata da tanto tempo, lui è lì, bambino, vicino a lei, la guarda, lei non lo guarda, concentrata su se stessa. Si sente solo, piange nella seduta. E dà voce a quella che era la sua emozione di allora, la esplicita, la rende intellegibile : “Mamma, voglio che stai bene, che tu sia felice. Sarò forte, me la caverò da solo, sarò bravo, sarai contenta di me.” Ora è chiaro cosa c’è alla base di quel suo modo di sentire la vita come un’immane fatica. Sempre troppo responsabile, aveva negato le sue esigenze e i suoi bisogni, si era sempre fatto carico di tutto e di tutti. Portava il mondo intero sulle su spalle. Il risultato è la tensione permanente, l’insonnia e l’ansia che lo sveglia nel cuore della notte come una mano che gli stringe il collo e non lo fa respirare, gli occhi smarriti nel buio.

La potenza della respirazione (riconosciuta dai tempi più antichi in tutte le tradizioni orientali e occidentali) è tale che riattiva quelle aree del nostro corpo-mente che ci “trasportano” letteralmente in quelle situazioni, così che possiamo finalmente integrare quei vissuti e pacificare il nostro passato. Non c’è solo una comprensione razionale, ma uno scioglimento di quel nodo intricato fatto di tensioni fisiche, emozioni, pensieri, idee, alla luce di una consapevolezza che può integrare il passato e, finalmente, chiudere le porte che vanno chiuse.

E’ stato detto che  il Rebirthing è una forma di “meditazione” adatta agli Occidentali. In effetti, porta rapidamente a risultati che certamente si avvicinano a quelli della meditazione prolungata, proprio perché accelera la presa di distanza dai contenuti interiori, sempre cangianti e spesso caotici, e ci fa sperimentare quel centro di “pura consapevolezza” che è anche la meta della Psicosintesi. Progressivamente si consolida la dimensione transpersonale del “testimone”.

In quello stato le dimensioni si ampliano, non più impauriti e contratti, non più barricati dietro le strutture difensive che abbiamo eretto e che ci fanno rifiutare ciò che accade, diventa allora possibile per noi l’apertura alla dimensione trascendente, poiché diventiamo capaci di collaborare con la vita. Superiamo i confini fittizi che abbiamo creato e ci hanno relegato in un luogo così angusto che non possiamo più respirare. Tutto può essere, allora, un’occasione di crescita e di conoscenza, non siamo più attaccati a ciò che ci dà sicurezza e che amiamo, non rifuggiamo più, come prima, ciò che temiamo e ci fa soffrire. Nella nostra accresciuta capacità di accettare ciò che è, ci sentiamo parte di un Tutto più vasto, la nostra volontà si allea a una Volontà più grande, la nostra musica ritrovata si accorda alla grande sinfonia dell’Universo.
 
E’ evidente che se una persona decide di avvicinarsi  a questo metodo per risolvere malesseri e disagi fisici e psicologici, saranno necessari l’accoglienza e l’ascolto empatico che riconoscono, in prima istanza, lo stato di sofferenza della persona senza negarlo o minimizzarlo; segue l’accompagnamento e l’integrazione delle tensioni, resistenze e blocchi fisici, emotivi e mentali che emergono nelle sedute. Successivamente, proprio a partire dallo stato di pace interiore, gioia, ottimismo e  benessere psicofisico che si può manifestare fin dalla prima seduta, si potrà riflettere insieme sul significato dei due stati differenti sperimentati, le onde tumultuose del funzionamento psicofisico e la calma incommensurabile della profondità dell’essere. 

Un aspetto importante da richiamare qui è quella caratteristica dell’inconscio studiata  da S. Grof (lo psichiatra cecoslovacco che opera in America e che, dopo aver utilizzato per anni l’acido lisergico o LSD, ha creato il metodo, simile al Rebirthing, chiamato Respirazione Olotropica). Egli ha dimostrato che l’inconscio tende a conservare i ricordi dei nostri vissuti, antichi e recenti, assemblandoli in “pacchetti” che hanno lo stesso tipo di tonalità emotiva o lo stesso tema in comune. Grof usa il termine di sistemi COEX, cioè “sistemi di esperienze compresse”.

 Questo significa che se, per esempio, noi abbiamo una serie di esperienze che hanno un tema o un tipo di emozione in comune, come sentirci umiliati, sentirci incapaci, senso di colpa, rabbia, ecc., queste tendono ad aggregarsi nell’inconscio con altre esperienze simili, stratificandosi (qualcosa di simile sia ai “complessi” junghiani che alle subpersonalità della Psicosintesi). Nelle sedute assistiamo spesso all’emersione dei vari elementi che compongono un sistema COEX e che appartengono a diverse epoche della vita. Nel corso del tempo si sono sempre più energizzati rafforzandosi. Districare il viluppo è fondamentale al fine di liberare la personalità dalla presa e dal controllo esercitato da questi meccanismi inconsci.

Grof ha anche dato un enorme contributo all’elaborazione di una cartografia della coscienza capace di inquadrare le molteplici esperienze che vengono vissute grazie al potere della respirazione e che possono provenire da molte zone differenti di questo continente infinito che è la psiche umana. Egli ha anche analizzato  quell’evento fondamentale nella vita di ciascuno di noi, e troppo a lungo trascurato dalla psicologia, che è la nascita, descrivendo in modo dettagliato le quattro “matrici perinatali” che corrispondono alle quattro fasi principali del processo della nascita.
 

 


©2007-2008 Giovanna Visini - Ultimo aggiornamento: 28/05/2008