A.R.A.T ( Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale )
Dott.ssa GIOVANNA VISINI
Via G.B. Moroni 22, 20146 Milano - Tel. 02-4523842 Cell. 338-2124389
Website: http://www.rebirthing-milano.it E-mail: giovannavisini@tiscali.it

Di cosa si tratta | Testimonianze | Biografia | Bibliografia | Link Utili | Download | Newsletter | Sito Associazione.
 

 
   
 
Dal libro: “Integral Spirituality”,
 (Integral Books 2006)
di Ken Wilber
Libera traduzione dall’inglese di Giovanna Visini


Traduzione di alcuni stralci tratti dall’ultimo libro di Ken Wilber,
 “Integral Spirituality”,pubblicato nel 2006.



Postmetafisica Integrale


Illuminazione ed Evoluzione





Che Cos’è la Postmetafisica?

 
 
Che cos’è “la postmetafisica”? Cominciamo con la domanda: cos’è la metafisica?

 
La metafisica, è considerata in generale quel ramo della filosofia che tratta questioni relative all’ontologia (che cos’è l’essere o la realtà?) e all’epistemologia (come conosciamo la realtà?). Il termine fu utilizzato originariamente dai seguaci di Aristotele nel I° sec. A.C. per un libro che chiamarono Metafisica semplicemente perché fu scritto dopo il suo libro sulla Fisica. E’ una buona ragione come qualsiasi altra, credo.

 
Se la metafisica iniziò con Aristotele, finì con Kant. O, per lo meno, prese una direzione che definì il modo in cui da allora sofisticati filosofi pensarono la realtà. La filosofia critica di Kant sostituì gli oggetti ontologici con le strutture del soggetto. In sostanza, questo significa che noi non percepiamo oggetti empirici in un modo completamente realistico e come se essi fossero già dati; al contrario, le strutture del soggetto conoscente attribuiscono varie caratteristiche all’oggetto conosciuto che poi sembrano appartenere all’oggetto – ma in realtà non gli appartengono;  sono, invece, co-creazioni del soggetto conoscente. Varie categorie a priori del soggetto conoscente contribuiscono a formare o costruire la realtà come la conosciamo. La realtà non è una percezione, ma una concezione; almeno in parte. L’ontologia in quanto tale semplicemente non esiste. Metafisica è dunque un nome generale per il tipo di pensiero che non può comprendere questo. Possiamo anche dire che la metafisica è un tipo di pensiero che è vittima del mito del mondo “già dato”, precostituito.

 
Per la spiritualità in generale questo significa che la metafisica deve essere eliminata o, a dir poco, completamente ripensata. Tutte le categorie tradizionali della metafisica – inclusi Dio, l’immortalità, l’anima, la mente, il corpo, la conoscenza – non possono reggere l’indagine del pensiero critico, non nella loro forma fondamentale, precritica e ontologica. Nel mondo moderno e postmoderno, sono soltanto nozioni obsolete, imbarazzanti per la religione tanto quanto il flogisto, la danza di San Vito e la frenologia lo sono per la medicina.

 
Prendiamo, per esempio, la Grande Catena dell’Essere. La critica che i teorici dello stadio/meme verde hanno rivolto alla Grande Catena è, francamente, povera e poco raffinata, e non coglie le principali questioni in gioco. Iniziamo, invece, con i semplici fatti come li ha descritti Arthur Lovejoy nello studio ormai classico su questo tema, La Grande Catena dell’Essere.

 
I vari teorici della Grande Catena sostengono 3 punti essenziali: 1) tutti i fenomeni – tutte le cose ed eventi, persone, animali, minerali, piante – sono manifestazioni della sovrabbondanza e della pienezza dello Spirito, così che lo Spirito vi è intrinsecamente intessuto, e dunque anche l’intero mondo naturale e materiale è, come disse Platone, “un Dio visibile e sensibile” (la pienezza dello Spirito); 2) quindi, non vi è “nessun gap” in natura, nessun anello mancante, nessun dualismo irriducibile, poiché ogni cosa è interconnessa con ogni altra (il continuum dell’essere); e 3) il continuum dell’essere tuttavia mostra delle gradazioni, poiché alcuni emergenti appaiono in alcune dimensione e non appaiono in altre; per esempio, i lupi possono correre, le rocce no, quindi vi sono “gap” quando consideriamo specificamente gli emergenti (la gerarchia dell’essere).

 
Ora qualunque cosa noi moderni e postmoderni possiamo pensare della Grande Catena in quanto teoria, ciò non di meno essa “è stata la filosofia ufficiale della maggior parte dell’umanità civilizzata per la maggior parte della sua storia”; e inoltre, si tratta della visione del mondo che nelle sue varie forme “è stata abbracciata dal maggior numero di menti speculative tra le più sottili e dai grandi maestri religiosi (in Oriente e in Occidente)”.

 
La Grande Catena dell’Essere, così come è stata da tutti descritta, consisteva di un numero di livelli che andava da tre o quattro  (per es. corpo, mente, anima e spirito) fino a dodici o più. Questi livelli erano livelli dell’essere (ontologia) come anche livelli della conoscenza (epistemologia). Erano considerati come dati eternamente e senza tempo (o “già dati”, precostituiti), esistenti in modo  oggettivo o ontologico, come gli archetipi di Platone, o le memorie collettive o vasana (Asanga, Vasubandhu), o le Idee hegeliane, o gli eidos di Husserl, per citare solo pochi importanti filosofi. Ma Lovejoy ha assolutamente ragione: la vasta maggioranza dei più grandi filosofi dell’umanità e dei maestri spirituali hanno sottoscritto l’una o l’altra versione della Grande Olarchia dell’Essere e della Conoscenza. In generale, allora, prima di buttarla nella spazzatura, sarebbe meglio avere qualcosa con cui rimpiazzarla.
 

La metafisica, come regola generale, ha semplicemente dato per scontato che questi livelli di realtà esistessero, e poi li ha utilizzati per spiegare il mondo, Dio, l’anima, la liberazione (nirvana, metanoia, redenzione, salvezza) e la sofferenza (peccato, illusione, maya, caduta, samsara). Ma con la svolta critica nella filosofia postmoderna, queste stesse strutture richiedevano una spiegazione (e una difesa). E la conclusione più semplice di questa storia alquanto complicata è che non possono essere difese. Esse non sono riconosciute soddisfacenti dal pensiero moderno o postmoderno o dalle metodologie critiche. Questo non significa di per sé che debbano essere buttate via (la modernità e la postmodernità potrebbero sbagliarsi su questo punto). Ma la pretesa della Postmetafisica Integrale è che è possibile dare conto di tutti gli elementi realmente necessari della metafisica o di una filosofia spirituale pur senza conservarli. Le presupposizioni della metafisica sono semplicemente un bagaglio non necessario e ingombrante che danneggia più che aiutare la spiritualità. La spiritualità, per sopravvivere nel mondo presente e nel futuro, è e deve essere postmetafisica.
 

Ricordate bene un punto che penso sia centrale in questa questione. Le teorie come la Grande Olarchia dell’Essere e della Conoscenza – e di fatto ogni concezione che possiamo chiamare “metafisica” – erano modi che i vari filosofi e saggi hanno usato per interpretare le loro esperienze.   Plotino non si è messo un giorno a camminare andando a sbattere in un edificio di 10 piani, con etichette su ogni piano che dicevano “fisico”, “emozionale”, “mente logica”, “mente più elevata”, “nous” e “Uno”. La sua idea che la realtà consistesse di 10 livelli principali di essere e conoscenza era semplicemente il miglior modo che conosceva per interpretare certe sue intuizioni ed esperienze  (particolarmente varie esperienze mistiche di unio mystica). Ma non c’era un edificio preesistente là fuori etichettato come “La Grande Catena” che aveva 10 strutture discrete o piani  che chiunque potesse vedere se fosse andato nello stesso posto fisico dove era stato Plotino nella sua passeggiata nei boschi. La Grande Olarchia – e la metafisica in generale – è semplicemente un modo superbo di interpretare la realtà se si sta cercando di rendere conto di Dio, dell’anima, della non dualità mistica, e della manifestazione di un mondo materiale che sembra un’illusione al confronto con la realtà sperimentata nello stato di unio mystica.

 
E’ ancora un modo superbo di interpretare la realtà. Ma molti suoi aspetti sono disperatamente, profondamente e dolorosamente bisognosi di un aggiornamento e di una revisione. Il primo e principale è: i 10 o più livelli di realtà non sono strutture preesistenti che si trovano là fuori aspettando che tutti quanti vi sbattano contro, come mele, rocce o graffette. Anche SE concordassimo che c’è qualcosa come i 10 livelli di realtà, questi livelli devono essere compresi non come strutture esistenti indipendentemente, ma in parte come co-strutture del soggetto conoscente – cioè come strutture della coscienza umana (da qui il costruttivismo che è una parte intrinseca della svolta postmoderna dello Spirito).

 
Secondo punto: i metodi di verifica dell’esistenza di queste strutture della coscienza non possono più implicare la semplice affermazione della loro esistenza perché lo dicono le tradizioni; e neppure basare lo loro esistenza puramente sull’introspezione o la meditazione (o altre pretese e asserzioni di cui si adduce che trascendono la cultura). Dovranno, per lo meno, implicare alcune versioni  della richiesta moderna di evidenza oggettiva e della richiesta postmoderna di fondamento intersoggettivo – in mancanza delle quali si sta presentando, in primo luogo, soltanto un dato mito (o una data mitologia; i miti sono pretese di verità senza adeguate prove – si tratta di quel tipo di pretese contro cui la modernità ha lottato coraggiosamente al fine di superarle, perché sono troppo spesso menzogne empiriche che nascondono nel loro seno il potere imperialistico) o, in secondo luogo, il mito del dato (che pretende di essere libero dalla cultura, si tratta del tipo di pretese contro cui la postmodernità ha lottato coraggiosamente al fine di superarle, perché esse troppo spesso sono modi della falsa coscienza che nascondono nel loro seno marginalizzazione e oppressione).

 
Terzo punto: queste strutture della coscienza non possono essere concepite come date per l’eternità o fuori del tempo – non sono archetipi, non sono idee eterne nella mente di Dio, non sono forme collettive fuori dalla storia, non sono immagini eidetiche atemporali, ecc. Per la maggior parte, questi livelli postmetafisici di essere e conoscenza dovrebbero essere concepiti come forme che si sono sviluppate nel tempo, nell’evoluzione e nella storia. Questo non vuol dire che la filosofia spirituale può fare completamente a meno di qualsiasi forma a priori (non lo può nessuna filosofia); ma meno vi si ricorre e meglio è. E le forme a priori che vengono postulate saranno meglio difendibili se fanno almeno qualche riferimento alle forme di giustificazione moderne e postmoderne (e alle pretese di validità scientifiche). Asserire semplicemente che esse esistono non è assolutamente sufficiente. E neppure è d’aiuto pretendere che si conosce Dio personalmente.

 
In questa parte, vorrei fare tre cose. Primo, dare una spiegazione circa l’esistenza di livelli e strutture della coscienza che non poggia su concezioni metafisiche. In seguito, dare due esempi del pensiero postmetafisico; la spiegazione riguarda “l’indirizzo” di un olone nel Kosmo (vuol dire: che cosa è necessario specificare per localizzare qualunque fenomeno nell’universo?). Gli esempi riguardano un nuovo modo di parlare delle realtà spirituali, un modo che si può chiamare appunto postmetafisico.

  
La Scala Mobile dell’Illuminazione

  
Nel capitolo 4, abbiamo introdotto l’idea della “scala mobile dell’Illuminazione” – in particolare, se nel mondo delle forme c’è l’evoluzione, e se l’Illuminazione implica il sentimento di essere uno con il mondo delle forme che evolvono, come possiamo definire l’Illuminazione in modo da riconoscere in pieno il mondo nella sua evoluzione, senza però privare l’Illuminazione della sua natura senza tempo? Questa è una incredibile sfida…

Ripeto qui i primi paragrafi del capitolo 4, “La scala mobile dell’Illuminazione”, in modo da accelerare l’esposizione.  Se facciamo un qualche passo in avanti qui, credo che avremo realizzato un lungo cammino verso la creazione di un’autentica postmetafisica. Allora cominciamo e vediamo quello che riusciamo a fare. Iniziamo riportando i primi paragrafi del capitolo precedente.


 


©2009-2010 Giovanna Visini - Ultimo aggiornamento: 16/05/2009