NOTA:
Che cosa intende l’autore con la parola
“translucent”, traslucido? Egli lo chiarisce nel
terzo capitolo del libro. Il dizionario definisce
“traslucido” come qualcosa che lascia passare la
luce, ma che non è trasparente. Un oggetto trasparente, come
una lastra di vetro è quasi invisibile. Si può
vedere qualunque cosa attraverso una lastra di vetro quasi come se non
ci fosse. Un oggetto opaco, per altri versi, blocca completamente la
luce. Un oggetto traslucido permette alla luce di passare attraverso,
ma in modo diffuso, mentre l’oggetto mantiene la sua forma e
la sua struttura. Gli altri oggetti, inoltre, non sono chiaramente
distinguibili. Un cristallo è traslucido. E lo è
anche una scultura di ghiaccio - se il sole la illuminasse da dietro,
potreste vedere la luce passare attraverso quella scultura, sembrerebbe
brillare dall’interno. Le persone traslucide sembrano
anch’esse brillare dall’interno. Hanno accesso alla
loro natura profonda piena di pace, senza limiti, libera, immutabile, e
allo stesso tempo rimangono completamente immersi negli eventi della
loro vita personale. Pensieri, paure e desideri vanno e vengono ancora;
la loro vita è ancora caratterizzata da sofferenze,
avversità e stress. Ma la storia personale non è
più opaca: è capace di riflettere qualcosa di
più profondo, più luminoso e duraturo che
risplende attraverso di essa.
Viviamo
in un’epoca alquanto straordinaria, persino storica, non solo
per i pericoli, ma per la promessa che annuncia. Dei pericoli, ne sono
certo, avete sentito parlare in abbondanza. Questo, invece,
è un libro sulla promessa, certamente un libro tra i
più interessanti e pieni di talento. Parla della
possibilità del risveglio, di un risveglio radicale a chi e
a ciò che siete veramente, oltre il chiacchierio della mente
quotidiana e oltre la cronica contrazione dell’ego che
ostacola il sorgere di un domani più luminoso. Dopo aver
letto questo libro avrete, credo, un’innegabile percezione di
una consapevolezza più ampia – in voi stessi,
nella società e nel mondo.
La
ragione per cui questa promessa è così
straordinaria la troviamo nella storia degli ultimi tre decenni, la
storia di quello che è noto sotto il nome di
“movimento per il potenziale umano”. A partire
dagli anni 60, vi è stata una vera e propria esplosione di
interesse per le religioni orientali, la meditazione, i gruppi di
incontro, le esperienze psichedeliche, l’esercizio della
consapevolezza, i seminari “est” di crescita
personale, lo yoga, la New Age e quant’altro. Alcune cose
erano buone, altre cattive, altre ancora stupide. E, credetemi, nessuno
di noi è stato immune dalla stupidità;
l’ho anche raccontato nel mio libro Boomeritis. Ma da questo
eccezionale periodo pieno di esperienze di tutti i tipi – e
che ha prodotto, nella sua forma più seria, la Psicologia
Umanistica e la Psicologia Transpersonale – abbiamo imparato
almeno tre cose importanti sulla crescita e sul potenziale umano.
Primo:
Ci sono differenti stati di coscienza. Stati ordinari, stati alterati,
stati meditativi, stati ipnotici, stati di sogno, stati sciamanici,
stati senza forma, stati non duali, stati ipnagogici, stati prodotti
dalla sincronizzazione delle onde cerebrali, esperienze di vetta, stati
di flusso (flow states), stati risvegliati – e da tutto
questo abbiamo imparato che: “ci sono più cose in
cielo e in terra di quante non ne abbia mai sognato la tua
filosofia”. Differenti stati di coscienza dischiudono mondi
del tutto differenti, e l’esplorazione di questi mondi
differenti è cominciata.
Poiché
la maggior parte degli stati di coscienza e delle esperienze di vetta
sono variazioni dei tre o quattro stati naturali di veglia, sogno,
sonno profondo senza sogni e unità, essi sono stati spesso
raggruppati in quelle quattro categorie generali e chiamati: stati
grossolani (veglia), sottili (sogno), causali (senza forma) e non duali
(unità). Questo libro esplora, in particolare, varie
esperienze riguardanti lo stato di coscienza di unità o
risvegliato – esperienze di risveglio o di vetta e il loro
impatto drammatico sulla vita delle persone, incluso - e il sottotitolo
del libro lo sottolinea - persone come voi.
Tuttavia,
tra coloro che si occupano seriamente di queste ricerche una cosa
è certa: il tipo di mondo che voi percepite dipende
largamente dallo stato di coscienza in cui vi trovate. Stati differenti
di coscienza non solo percepiscono mondi differenti, essi li fanno
emergere, li “co-creano”, partecipano allo loro
tessitura. Non è che il soggetto si limiti a percepire un
oggetto, aiuta a crearlo. In realtà, sapevamo questo fin da
Kant e anche prima, ma mai era stato evidente in modo così
palpabile a un numero di persone così grande e in
così poco tempo. Molti sono stati gli scrittori e i
ricercatori seri che hanno sostenuto che non c’è
semplicemente un mondo là fuori in attesa di essere
percepito. No, amici miei, il mondo che percepite è
co-creato dalla vostra coscienza. Cambiate la vostra coscienza e
cambierete il vostro mondo.
Secondo:
oltre agli stati di coscienza, ci sono gli stadi di coscienza. Qual
è la differenza? Gli stati sono temporanei, gli stadi sono
permanenti. Okay, ma cos’è uno stadio? Gli stadi
(o livelli) sono il modo in cui l’evoluzione catapulta fuori
dal caos verso sfere di sempre maggior organizzazione e inclusione. Un
esempio semplice e chiaro: dagli atomi alle molecole alle cellule agli
organismi. Ognuno di essi è uno stadio, e ogni stadio
trascende e include gli stadi precedenti, così che
l’evoluzione si presenta come una serie di sfere
“annidate”, incluse, una nell’altra, o
oloni – un tutto che è parte di un tutto
più grande, e questo, a quanto pare, all’infinito.
Quindi l’evoluzione presenta una sua intrinseca
direzionalità, dagli atomi alle molecole alle cellule: non
troverete mai molecole che emergono prima degli atomi, o cellule prima
delle molecole. Non si conoscono eccezioni in nessuna parte
dell’universo, quindi “stadi”,
“evoluzione” e “crescita” sono
di fatto sinonimi.
Sarebbe
troppo lungo qui fare una lista degli stadi dell’evoluzione
umana perché sono troppo numerosi. Ci sono stadi di sviluppo
psicosessuale, di sviluppo linguistico, di sviluppo dell’io,
nell’embriologia, nella neuroanatomia, nella fisiologia,
e… la lista è davvero infinita. Ma si tratta
sempre di diversi tipi di sequenze, come nel caso di lettere, parole,
frasi, paragrafi. Ogni stadio in questa sequenza trascende e include
gli stadi precedenti in uno svolgimento che è un
avvolgimento (development is envelopment); vi sono, dunque,
totalità e inclusioni sempre più ampie a ogni
stadio; e quindi, come per l’evoluzione della natura, vi
è anche qui una direzionalità insita nella
sequenza – non avrete mai parole prima delle lettere o frasi
prima delle parole, e non si conoscono eccezioni in nessuna cultura
umana.