A.R.A.T ( Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale )
Dott.ssa GIOVANNA VISINI
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Prefazione di Ken Wilber al libro:
The Translucent Revolution
How people like just you are waking up and changing the world

di Arjuna Ardagh

New World Library 2005
Novato, California


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Cosa c’entra questo con il potenziale umano? Così come si scoprì che ci sono stati più elevati, si scoprì anche che ci sono stadi più elevati dello sviluppo umano, stadi che andavano ben oltre gli stadi convenzionali dello sviluppo considerati possibili dagli psicologi ortodossi. Questi stadi più elevati sono potenzialità intrinseche di tutti gli esseri umani, anche se non tutti li raggiungono.

Abraham Maslow fu uno dei primi grandi ricercatori che si interessarono a questi stadi più elevati del potenziale umano e scoprì che oltre ai tipici, normali stadi posseduti dagli esseri umani – bisogni fisiologici, bisogni di sicurezza, bisogni di appartenenza, bisogni di autostima – ci sono stadi più elevati di autorealizzazione e di autotrascendenza. Chiamò questi ultimi being needs, in contrapposizione ai primi deficiency needs, perché i primi derivano dalla consapevolezza di una sovrabbondanza, i secondi da sentimenti di mancanza o insufficienza. Come tutti i veri stadi, essi emergono in un ordine che non può essere invertito, e ognuno si basa e include i precedenti.

Lasciatemi fare un esempio diventato famoso, la concezione degli stadi di Carol Gilligan. Nel suo libro In a Different Voice (e nei suoi lavori successivi), Gilligan ha delineato quattro stadi principali di sviluppo morale delle donne, che ha chiamato egoistico, cura, cura universale, integrato. Altri modi per definire questi stadi potrebbero essere: egocentrico – mi prendo cura solo di me stesso; etnocentrico – mi prendo cura della mia tribù, del mio paese, della mia nazione; mondocentrico – mi prendo cura di tutti gli esseri umani, senza distinzioni di razza, colore, sesso o credo; e kosmocentrico o integrale – nel quale integro il maschile e il femminile in me stesso e, aggiungerei io, estendo la cura a tutti gli esseri senzienti senza eccezione. Come per tutti gli stadi, il movimento da egocentrico a etnocentrico a mondocentrico a kosmocentrico è un movimento sequenziale di ampliamento della coscienza, della cura e dell’inclusione. Come per tutte le altre sequenze di stadi che abbiamo esaminato, la natura, in verità, costruisce oloni su oloni su oloni … una serie di totalità, coscienza, cura e inclusione, avvolgimento, abbraccio che si espande all’infinito.

Noi non sapevamo che questo sviluppo, che è inclusione e abbraccio, potesse andare in tutte le direzioni all’infinito. Ma questo è esattamente ciò che il movimento del potenziale umano ha scoperto: nelle più lontane possibilità della natura umana, nelle dimensioni dei bisogni di autotrascendenza, nei più profondi confini del loro vero Sé e del loro sempre presente “Io Sono” (I Amness), le persone raccontano di sentirsi uno con il Fondamento dell’Essere, uno con lo Spirito, uno con l’infinito, una profusione radiosa di ciò che tutto abbraccia, chiamatelo come volete…

E non semplicemente come uno stato passeggero, ma come un tratto permanente – uno stadio permanente di acquisizione di competenze. Non è che si sia sempre a quello stadio, ma si ha sempre accesso a esso (ed è questo che lo rende uno stadio risvegliato e non solo uno stato risvegliato). E’ esattamente come con l’acquisizione del linguaggio o qualunque altra competenza inerente a uno stadio: una volta che avete imparato a parlare, significa che avete un accesso permanente a questa competenza, non che state sempre parlando.

Così come ci sono molti modi per classificare gli stati, ci sono molti modi per classificare gli stadi. Alcuni ricercatori hanno usato tre stadi, alcuni cinque, altri sette o più. E sono stati usati anche molti nomi e termini differenti, man mano che i ricercatori esaminavano i differenti aspetti dei vari stadi. Gli studiosi inclusi in questo libro che hanno utilizzato o presentato concezioni riguardanti gli stadi sono: David Deida, Duane Elgin, H.A. Almaas, Jean Houston, Fred Kofman, Jennifer Garcia, Andrew Cohen, Sofia Diaz, Frances Vaughan, e molti altri.

Ma soffermiamoci su alcuni punti importanti: nella concezione moderna, gli stadi sono qualcosa si molto fluido e flessibile, non impilati rigidamente uno sull’altro, ma avviluppanti, avvolgenti e che fluiscono uno nell’altro. Sono spesso chiamati onde di coscienza invece che stadi di coscienza per enfatizzare questa importante scoperta. Un’altra importante scoperta è che sembra che non ci sia uno stadio o un’onda che siano i più elevati in assoluto, si tratta invece di un continuo andare e andare, olone dopo olone, in un arcobaleno di totalità che si dilata senza fine, senza limite ultimo, senza punto omega, solo un orizzonte di coscienza e amore che si espande all’infinito, che raggiunge l’infinito ma che non si arresta mai.

Terzo: Il terzo importante insegnamento che i ricercatori hanno imparato riguarda le modalità con cui stati e stadi si relazionano gli uni con gli altri. Né gli stati né gli stadi presi da soli possono spiegare la realtà. Se consideriamo soltanto le concezioni che si basano sugli stadi, per esempio, crediamo che si possa avere un’esperienza spirituale soltanto se ci si arrampica per tutta la piramide dei bisogni di Maslow fino allo stadio più alto, transpersonale e di autotrascendenza, e finalmente si ottiene il premio. Ma tutti noi conosciamo persone – includendo spesso noi stessi – che hanno avuto esperienze spirituali o esperienze di vetta e possono non aver raggiunto la cima della piramide della crescita!

Molti teorici, per converso, soprattutto agli inizi, conclusero che allora non ci sono stadi di sviluppo, e affermarono che esistono soltanto gli stati di coscienza e nient’altro. Ma si capì ben presto che gli stati da soli non potevano funzionare, perché questo implicava che, per essere spirituali, non fosse necessario altro se non avere qualche sconvolgente esperienza di risveglio. Ma i ricercatori scoprirono che in realtà qualsiasi persona può avere quelle esperienze di vetta o di risveglio, anche persone che si trovano allo stadio etnocentrico, e ciò che accade allora è che questo li rende ancora più etnocentrici. Non è una buona cosa.

Questa è stata, quindi, la terza principale scoperta, la relazione tra stadi e stati: più precisamente, potete avere una profonda esperienza di stato alterato di coscienza qualsiasi sia lo stadio in cui di fatto vi troviate. Per semplicità, utilizziamo i quattro stadi di Carol Gilligan (egocentrico, etnocentrico, mondocentrico, kosmocentrico) e i quattro stati principali (grossolano, sottile, causale, non duale). Potete avere una di quelle esperienze di stato alterato in qualsiasi stadio di sviluppo vi troviate. Questo ci dà sedici tipi di possibili esperienze, e la ricerca ha trovato le prove che tutti di fatto esistono.

Per esempio, se siete allo stadio di sviluppo etnocentrico e avete un’esperienza di vetta di unità, cioè di essere uno con il tutto o uno con il fondamento dell’essere, potete interpretare questo come un’esperienza di unità con Gesù e concludere che nessuno può essere salvato a meno che accetti Gesù come il suo personale salvatore (da cui si evidenzia la natura “etnocentrica” dell’interpretazione – devi appartenere a questo gruppo per essere salvato). Ma se vi trovate a uno stadio egocentrico e avete quella stessa esperienza, potete credere che voi stessi siete Gesù Cristo. E se siete a uno stadio kosmocentrico o integrale e avete quell’esperienza di unità, probabilmente concluderete che voi e tutti gli esseri senzienti senza eccezione siete uno con lo spirito nel qui e ora senza tempo.

Come funziona questa griglia di possibilità? Potete trovarvi di fatto a qualsiasi stadio di coscienza e avere un’esperienza di vetta di qualsiasi stato di coscienza – e, altrettanto importante, interpreterete lo stato in accordo con lo stadio. La griglia è oggi chiamata Matrice di Wilber-Combs, dal nome mio e di un altro sorprendentemente brillante studioso che, indipendentemente da me, si è imbattuto in questo modello. (Per gli stadi di sviluppo, vedi Integral Psychology che presenta schemi di più di cento modelli di sviluppo, orientali e occidentali; per la Matrice Wilber-Combs, vedi The Eye of Spirit.)

 


©2007-2008 Giovanna Visini - Ultimo aggiornamento: 01/12/2007