Cosa
c’entra questo con il potenziale umano? Così come
si scoprì che ci sono stati più elevati, si
scoprì anche che ci sono stadi più elevati dello
sviluppo umano, stadi che andavano ben oltre gli stadi convenzionali
dello sviluppo considerati possibili dagli psicologi ortodossi. Questi
stadi più elevati sono potenzialità intrinseche
di tutti gli esseri umani, anche se non tutti li raggiungono.
Abraham
Maslow fu uno dei primi grandi ricercatori che si interessarono a
questi stadi più elevati del potenziale umano e
scoprì che oltre ai tipici, normali stadi posseduti dagli
esseri umani – bisogni fisiologici, bisogni di sicurezza,
bisogni di appartenenza, bisogni di autostima – ci sono stadi
più elevati di autorealizzazione e di autotrascendenza.
Chiamò questi ultimi being needs, in contrapposizione ai
primi deficiency needs, perché i primi derivano dalla
consapevolezza di una sovrabbondanza, i secondi da sentimenti di
mancanza o insufficienza. Come tutti i veri stadi, essi emergono in un
ordine che non può essere invertito, e ognuno si basa e
include i precedenti.
Lasciatemi
fare un esempio diventato famoso, la concezione degli stadi di Carol
Gilligan. Nel suo libro In a Different Voice (e nei suoi lavori
successivi), Gilligan ha delineato quattro stadi principali di sviluppo
morale delle donne, che ha chiamato egoistico, cura, cura universale,
integrato. Altri modi per definire questi stadi potrebbero essere:
egocentrico – mi prendo cura solo di me stesso; etnocentrico
– mi prendo cura della mia tribù, del mio paese,
della mia nazione; mondocentrico – mi prendo cura di tutti
gli esseri umani, senza distinzioni di razza, colore, sesso o credo; e
kosmocentrico o integrale – nel quale integro il maschile e
il femminile in me stesso e, aggiungerei io, estendo la cura a tutti
gli esseri senzienti senza eccezione. Come per tutti gli stadi, il
movimento da egocentrico a etnocentrico a mondocentrico a kosmocentrico
è un movimento sequenziale di ampliamento della coscienza,
della cura e dell’inclusione. Come per tutte le altre
sequenze di stadi che abbiamo esaminato, la natura, in
verità, costruisce oloni su oloni su oloni … una
serie di totalità, coscienza, cura e inclusione,
avvolgimento, abbraccio che si espande all’infinito.
Noi
non sapevamo che questo sviluppo, che è inclusione e
abbraccio, potesse andare in tutte le direzioni all’infinito.
Ma questo è esattamente ciò che il movimento del
potenziale umano ha scoperto: nelle più lontane
possibilità della natura umana, nelle dimensioni dei bisogni
di autotrascendenza, nei più profondi confini del loro vero
Sé e del loro sempre presente “Io Sono”
(I Amness), le persone raccontano di sentirsi uno con il Fondamento
dell’Essere, uno con lo Spirito, uno con
l’infinito, una profusione radiosa di ciò che
tutto abbraccia, chiamatelo come volete…
E
non semplicemente come uno stato passeggero, ma come un tratto
permanente – uno stadio permanente di acquisizione di
competenze. Non è che si sia sempre a quello stadio, ma si
ha sempre accesso a esso (ed è questo che lo rende uno
stadio risvegliato e non solo uno stato risvegliato). E’
esattamente come con l’acquisizione del linguaggio o
qualunque altra competenza inerente a uno stadio: una volta che avete
imparato a parlare, significa che avete un accesso permanente a questa
competenza, non che state sempre parlando.
Così
come ci sono molti modi per classificare gli stati, ci sono molti modi
per classificare gli stadi. Alcuni ricercatori hanno usato tre stadi,
alcuni cinque, altri sette o più. E sono stati usati anche
molti nomi e termini differenti, man mano che i ricercatori esaminavano
i differenti aspetti dei vari stadi. Gli studiosi inclusi in questo
libro che hanno utilizzato o presentato concezioni riguardanti gli
stadi sono: David Deida, Duane Elgin, H.A. Almaas, Jean Houston, Fred
Kofman, Jennifer Garcia, Andrew Cohen, Sofia Diaz, Frances Vaughan, e
molti altri.
Ma
soffermiamoci su alcuni punti importanti: nella concezione moderna, gli
stadi sono qualcosa si molto fluido e flessibile, non impilati
rigidamente uno sull’altro, ma avviluppanti, avvolgenti e che
fluiscono uno nell’altro. Sono spesso chiamati onde di
coscienza invece che stadi di coscienza per enfatizzare questa
importante scoperta. Un’altra importante scoperta
è che sembra che non ci sia uno stadio o un’onda
che siano i più elevati in assoluto, si tratta invece di un
continuo andare e andare, olone dopo olone, in un arcobaleno di
totalità che si dilata senza fine, senza limite ultimo,
senza punto omega, solo un orizzonte di coscienza e amore che si
espande all’infinito, che raggiunge l’infinito ma
che non si arresta mai.
Terzo:
Il terzo importante insegnamento che i ricercatori hanno imparato
riguarda le modalità con cui stati e stadi si relazionano
gli uni con gli altri. Né gli stati né gli stadi
presi da soli possono spiegare la realtà. Se consideriamo
soltanto le concezioni che si basano sugli stadi, per esempio, crediamo
che si possa avere un’esperienza spirituale soltanto se ci si
arrampica per tutta la piramide dei bisogni di Maslow fino allo stadio
più alto, transpersonale e di autotrascendenza, e finalmente
si ottiene il premio. Ma tutti noi conosciamo persone –
includendo spesso noi stessi – che hanno avuto esperienze
spirituali o esperienze di vetta e possono non aver raggiunto la cima
della piramide della crescita!
Molti
teorici, per converso, soprattutto agli inizi, conclusero che allora
non ci sono stadi di sviluppo, e affermarono che esistono soltanto gli
stati di coscienza e nient’altro. Ma si capì ben
presto che gli stati da soli non potevano funzionare, perché
questo implicava che, per essere spirituali, non fosse necessario altro
se non avere qualche sconvolgente esperienza di risveglio. Ma i
ricercatori scoprirono che in realtà qualsiasi persona
può avere quelle esperienze di vetta o di risveglio, anche
persone che si trovano allo stadio etnocentrico, e ciò che
accade allora è che questo li rende ancora più
etnocentrici. Non è una buona cosa.
Questa
è stata, quindi, la terza principale scoperta, la relazione
tra stadi e stati: più precisamente, potete avere una
profonda esperienza di stato alterato di coscienza qualsiasi sia lo
stadio in cui di fatto vi troviate. Per semplicità,
utilizziamo i quattro stadi di Carol Gilligan (egocentrico,
etnocentrico, mondocentrico, kosmocentrico) e i quattro stati
principali (grossolano, sottile, causale, non duale). Potete avere una
di quelle esperienze di stato alterato in qualsiasi stadio di sviluppo
vi troviate. Questo ci dà sedici tipi di possibili
esperienze, e la ricerca ha trovato le prove che tutti di fatto
esistono.
Per
esempio, se siete allo stadio di sviluppo etnocentrico e avete
un’esperienza di vetta di unità, cioè
di essere uno con il tutto o uno con il fondamento
dell’essere, potete interpretare questo come
un’esperienza di unità con Gesù e
concludere che nessuno può essere salvato a meno che accetti
Gesù come il suo personale salvatore (da cui si evidenzia la
natura “etnocentrica”
dell’interpretazione – devi appartenere a questo
gruppo per essere salvato). Ma se vi trovate a uno stadio egocentrico e
avete quella stessa esperienza, potete credere che voi stessi siete
Gesù Cristo. E se siete a uno stadio kosmocentrico o
integrale e avete quell’esperienza di unità,
probabilmente concluderete che voi e tutti gli esseri senzienti senza
eccezione siete uno con lo spirito nel qui e ora senza tempo.
Come
funziona questa griglia di possibilità? Potete trovarvi di
fatto a qualsiasi stadio di coscienza e avere un’esperienza
di vetta di qualsiasi stato di coscienza – e, altrettanto
importante, interpreterete lo stato in accordo con lo stadio. La
griglia è oggi chiamata Matrice di Wilber-Combs, dal nome
mio e di un altro sorprendentemente brillante studioso che,
indipendentemente da me, si è imbattuto in questo modello.
(Per gli stadi di sviluppo, vedi Integral Psychology che presenta
schemi di più di cento modelli di sviluppo, orientali e
occidentali; per la Matrice Wilber-Combs, vedi The Eye of Spirit.)