L’importanza
del trauma della nascita è ormai riconosciuta nell’ambito della
Psicologia Transpersonale, grazie anche al determinante contributo
fornito dal Rebirthing e da altri metodi esperienziali nel corso degli
ultimi quarant’anni. Il nome stesso di rebirthing era, inizialmente,
legato proprio alla facilità con cui attraverso il respiro si può
rivivere quell’esperienza. Molto si è scritto per spiegare come sia
possibile che esista una memoria di quei vissuti, in assenza di uno
sviluppo completo del cervello nel feto (si veda di Filippo Falzoni
Gallerani: Rebirthing Transpersonale, Rusconi; Il Respiro dell’Anima,
Armenia; How to feel reborn di Nicholas Albery, Regeneration Press,
London; e il mio brano Sistema frontale e Sistema Psichico su questo
sito)
Un enorme contributo per il riconoscimento dell’importanza del trauma
della nascita nella formazione di vari disturbi psicosomatici e
psichici è stato dato dallo psichiatra Stanislav Grof, uno dei maggiori
esponenti della Psicologia Transpersonale. Egli ha fornito una
descrizione molto dettagliata della fenomenologia in cui si presenta
l’emersione del ricordo di quest’esperienza durante le sedute
psichedeliche e di respirazione olotropica, e a essa ha attribuito un
ruolo centrale nel suo modello di evoluzione della coscienza.
Nel Rebirthing Transpersonale viene riconosciuta l’utilità terapeutica
del rivivere durante una seduta la propria nascita biologica e altre
situazioni perinatali, tuttavia non si considera come assolutamente
necessario passare per quest’esperienza per avere benefici durevoli e
quindi essa non viene “indotta” in nessun modo, ma solo accompagnata se
emerge spontaneamente nella seduta. Inoltre, dal punto di vista
concettuale, concordiamo con le critiche che Ken Wilber muove alle
teorie di Grof sulla base del modello ‘Quattro Quadranti’
dell’evoluzione degli oloni e del suo Schema Integrale AQAL (tutti i
quadranti, tutti i livelli di base, tutte le linee evolutive, tutti gli
stati, tutti i tipi) (Si veda Sex, Ecology and Spirituality, The Eye of
Spirit, Sense and Soul, Integral Psychology: molto materiale sull’opera
di Ken Wilber si trova su questo sito e sul sito dell’Associazione ARAT
www.rebirthing-italia.com).
Breve Presentazione delle teorie di S. Grof
Stanislav Grof è uno dei massimi esponenti della Psicologia
Transpersonale ed è il creatore del metodo chiamato Respirazione
Olotropica, simile al Rebirthing Transpersonale. Nella sua ricerca
sugli stati alterati di coscienza (che egli chiama stati olotropici),
ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo di un nuovo approccio
capace di integrare nella teoria e nella pratica psicoterapica la
dimensione transpersonale e spirituale. Egli, esplorando per oltre
quarant’anni la psiche umana, prima con tecniche psichedeliche e poi
attraverso la respirazione olotropica, ha contribuito a costruire una
mappa più dettagliata e ampia dello spettro della coscienza. Ha inoltre
il merito, insieme alla moglie Christina, di aver diffuso una nuova
comprensione di quelle crisi psicospirituali, definite “emergenze
spirituali” che vengono spesso confuse dalla psichiatria ufficiale con
le patologie mentali di tipo psicotico e curate con farmaci
soppressivi. Si tratta invece di difficili passaggi trasformativi che,
se accettati e accompagnati in modo corretto, possono portare non solo
a una guarigione psicosomatica, ma a una trasformazione della
coscienza.
(Per
le opere di Grof, anche tradotte in Italiano, si può consultare la
Bibliografia su questo sito. Qui ci riferiamo soprattutto a: The
Adventure of Self-Discovery, Il Gioco Cosmico della Mente e La
psicologia del Futuro.
Un
apporto particolarmente importante è stato dato da Grof alla conoscenza
delle esperienze perinatali (quelle, cioè, relative alla vita
intrauterina, al processo del parto e alla nascita), degli aspetti
psicologici a esse connessi e del loro ruolo nell’organizzazione e
nello sviluppo della personalità. Egli considera queste esperienze come
la “matrice” originaria di una vasta tipologia di problematiche
psicologiche e psicosomatiche e anche di molti vissuti e memorie che
emergono da livelli differenti dell’inconscio inferiore, biografico e
collettivo, e dall’inconscio superiore spirituale e transpersonale (i
termini di inconscio inferiore, superiore e medio sono termini che
prendo in prestito dalla Psicosintesi di Assagioli) .
Con
il procedere della ricerca, si ritrovano nelle sue opere ‘mappe’ sempre
più precise e dettagliate delle varie dimensioni della psiche umana.
Inoltre, soprattutto nel suo libro più recente, La Psicologia del
Futuro, egli ha iniziato un proficuo confronto con l’opera di Wilber. I
due modelli di evoluzione della coscienza, in particolare per quanto
riguardo lo sviluppo olarchico, presentano, tuttavia, delle importanti
differenze che descriveremo più avanti.
Nel
suo libro The Adventures of Self-Discovery (Suny Press) scrive:
“Compresi
che le difficoltà della vita umana dipendono dal fatto che non abbiamo
assimilato il trauma della nascita e la paura della morte. Siamo nati
solo sul piano anatomico, ma non abbiamo integrato questo processo sul
piano psicologico. Le questioni relative al senso della nostra vita
sono sintomatiche di questa situazione. Poiché la vita è ciclica e
include la morte, è impossibile spiegarla ricorrendo alla ragione e
alla logica. Conviene invece accordarsi al flusso dell’energia vitale e
approfittare della propria esistenza; in seguito il valore e il senso
dell’esistenza diventano evidenti.”(Traduzione libera dall’inglese)
In
La Psicologia del Futuro (Ed. RED) possiamo leggere:
“Le
esperienze negli stati olotropici di coscienza e le osservazioni che ne
scaturiscono non possono essere spiegate nei termini della struttura
concettuale della psichiatria accademica, limitata alla biografia
postnatale e all’inconscio individuale freudiano. Per inquadrare la
fenomenologia di questi stati e degli eventi a essi associati, abbiamo
bisogno di un modello più grande e più adatto a descrivere la psiche
umana e una visione totalmente diversa della coscienza. Nei primi anni
delle mie ricerche sulle cure psichedeliche, ho tracciato una
cartografia della psiche, largamente ampliata, che sembra adatta a
descrivere il nuovo paradigma.
Come
ho già detto, tale mappa contiene, oltre al solito livello biografico,
due settori transbiografici: il livello perinatale, in relazione con il
trauma della nascita biologica; e il livello transpersonale, che rende
conto di fenomeni come l’identificazione esperenziale con altre
persone, con animali, con piante e con i più diversi aspetti della
natura. Il livello transpersonale è anche la fonte di memorie
ancestrali, razziali, filogenetiche e karmiche, di regni mitologici, di
incontri con esseri archetipici. Le esperienze più alte di questa
categoria sono l’identificazione con la Mente Universale e con il Vuoto
Sovracosmico e Metacosmico. I fenomeni perinatali e transpersonali sono
stati descritti in ogni epoca nella letteratura religiosa, mistica e
occulta di vari paesi del mondo.”
La dimensione transpersonale viene così cartografata da Grof:
Estensione esperenziale all’interno della realtà consensuale e dei
limiti spazio-temporali
Trascendenza dei limiti spaziali
Esperienza di unità duale
Identificazione
con altre persone
Identificazione
con gruppi e coscienza di gruppo
Identificazione
con animali
Identificazione
con piante e processi botanici
Unità
con la vita e con tutto il creato
Esperienza
di processi e materiali inorganici
Coscienza
planetaria
Esperienza
di esseri e di mondi extraterrestri
Identificazione
con tutto l’universo fisico
Fenomeni
psichici che implicano la trascendenza dello spazio
Trascendenza dei limiti temporali
Esperienze embrionali e fetali
Esperienze
ataviche
Esperienze
razziali e collettive
Esperienze
di incarnazioni passate
Esperienze
filogenetiche
Esperienze
di evoluzione planetaria
Esperienze
cosmogenetiche
Fenomeni
psichici che implicano la trascendenza del tempo
Esplorazione esperenziale dell’universo microscopico
Coscienza degli organi e dei tessuti
Coscienza
cellulare
Esperienze
del DNA
Esperienza
del mondo degli atomi e delle particelle subatomiche
Estensione esperenziale oltre la realtà consensuale e i limiti
spazio-temporali
Esperienze
medianiche e spiritiche
Fenomeni
energetici del corpo sottile
Esperienze
di spiriti animali (animali di potere)
Incontri
con spiriti guida e con esseri sovrumani
Visite
in universi paralleli e incontri con i loro abitanti
Esperienze
di sequenze mitologiche e fiabesche
Esperienze
di divinità beate e irate
Esperienze
di archetipi universali
Comprensione
intuitiva di simboli universali
Ispirazione
creativa e impulso prometeico
Esperienza
del Demiurgo e intuizioni sulla Creazione Cosmica
Esperienza
della Coscienza Cosmica
Il
Vuoto Sovracosmico e Metacosmico
Esperienze transpersonali di natura psicoide
Sincronicità (interazione tra esperienze intrapsichiche e realtà
consensuale)
Eventi psicoidi spontanei
Imprese
fisiche supernormali
Fenomeni
spiritici e medianità fisica
Psicocinesi
spontanea e ricorrente (Poltergeist)
Esperienze
di UFO e di prelevamenti da parte di extraterrestri
Psicocinesi intenzionale
Magia cerimoniale
Guarigioni
e stregoneria
Siddhi
yogiche
Psicocinesi
in laboratorio
Si tratta di un ampio sforzo metodologico per identificare tutti i
possibili livelli di esperienza che emergono nelle sedute psichedeliche
e di respirazione olotropica (e anche, soprattutto alcune, nel
rebirthing transpersonale). Questa mappa è molto utile per collocare,
da un punto di vista concettuale, esperienze a volte sconcertanti che
mettono in discussione il nostro modo di pensare e vedere la realtà,
basato sui criteri newtoniani e cartesiani, e per permetterci di
integrarle.
Ma, proprio al fine di una corretta comprensione, è necessario inserire
questo ampio spettro di fenomeni in un modello di evoluzione della
coscienza che tenga conto sia dello svolgimento gerarchico (olarchico)
della Grande Catena dell’Essere, che è al centro di tutte le tradizioni
spirituali orientali e occidentali, sia dell’integrazione operata da
Wilber tra questa concezione della realtà e i risultati della scienza e
della psicologia occidentale
Grof menziona nel libro Psicologia del Futuro l’esistenza di un
parallelismo tra lo schema evolutivo di Wilber e la sua cartografia
delle esperienze transpersonali. Rileva inoltre che, mentre Wilber si è
basato unicamente sulla letteratura spirituale dell’antichità,
soprattutto l’induismo vedanta e il buddhismo theravada, le sue
ricerche sono empiriche e descrivono le esperienze di una vasta
tipologia di persone, europei contemporanei, americani settentrionali e
meridionali, australiani con qualche esperienza di giapponesi e indiani
orientali. Quindi il suo lavoro fornisce le prove dell’esistenza della
maggior parte dei fenomeni compresi nel modello wilberiano. Malgrado
questo, Grof riconosce che ci sono differenze. Considera necessario, in
particolare, approfondire il confronto sulla importante distinzione tra
esperienze transpersonali transitorie (esperienze di vetta) e
cambiamenti duraturi dei livelli di coscienza, distinzione questa
fondamentale nel modello wilberiano. Non menziona invece un altro punto
importante, cioè, la non sufficientemente chiara differenza, pur
anch’essa essenziale, tra livelli prepersonali, preegoici, prerazionali
della coscienza e livelli transpersonali, transegoici, transrazionali.
Vi torneremo ampiamente più avanti
Livello perinatale
Vediamo
ora più dettagliatamente il contributo di Grof alla conoscenza del
livello perinatale dell’inconscio, che è il tema che ci interessa.
Le
esperienze perinatali si manifestano sotto forma di gruppi tematici le
cui principali caratteristiche possono essere collegate ad alcuni
aspetti anatomici, psicologi e biochimici delle varie fasi della
nascita. Tuttavia, egli sottolinea che il processo perinatale, malgrado
la sua stretta relazione con la nascita, trascende la biologia e
implica importanti dimensioni filosofiche e spirituali. Il livello
perinatale dell’inconscio sarebbe una specie di accesso all’inconscio
collettivo e in particolare alle esperienze di morte e rinascita, con
associazioni di natura mitologica, archetipica e antropologica fino a
sconfinare nella dimensione spirituale e mistica. Presuppone quindi che
esista un continuum temporale e che la nascita sia una specie di porta
che si apre prima sull’inconscio collettivo e poi sulle dimensioni
transpersonali. Wilber considera giustamente come in questa concezione
dello spettro della coscienza ci sia un’evidente confusione tra
cronologia e ontologia.
Le Matrici Perinatali
Le sequenze della nascita collegate ai gruppi tematici che emergono
dall’inconscio sono state organizzate da Grof in quattro ipotetiche
matrici dinamiche, denominate Matrici Perinatali di Base (MPB). Le MPB
possiedono un contenuto emozionale e psicosomatico proprio, ma
funzionano inoltre come principi organizzatori per il materiale
proveniente da altri piani dell’inconscio.
E’
importante introdurre qui un altro concetto utilizzato da Grof, quello
dei sistemi COEX (Sistemi di Esperienza Condensata). Si tratta di
qualcosa di analogo a quello che C. G. Jung chiamava “complessi
psicologici” e l’analista junghiano E. Bernhard “costellazioni
fondamentali”. Un sistema COEX è la stratificazione di ricordi caricati
emotivamente provenienti da diversi periodi della nostra vita, si
somigliano tra loro per la qualità dell’emozione o per le sensazioni
fisiche che hanno in comune. Ognuno di essi ha un tema di base, per
esempio l’abbandono, o il senso di colpa, oppure la vergogna e
l’umiliazione, o ancora l’angoscia legata a situazioni in cui è stata
messa in pericolo la propria vita, ecc. Ci sono anche sistemi COEX che
comprendono i ricordi di esperienze positive, piacevoli ed estatiche.
La struttura stratificata dei sistemi COEX comprende, secondo Grof,
oltre al materiale biografico, quello perinatale, quello collettivo
archetipico, mitologico e filogenetico e anche quello spirituale e
transpersonale
Torniamo ora alle Matrici Perinatali. Grof ne ha identificate quattro:
1)
MPB I – “Unione originaria con la madre”
Questa matrice si riferisce allo stato di esistenza intrauterina
durante il quale la madre e il feto vivono in simbiosi. Se non
interferiscono degli stimoli nocivi di carattere chimico, biologico o
psicologico, in generale questa è una situazione ideale per il bambino.
Quando, attraverso il rebirthing o comunque con altri metodi che
favoriscono gli stati olotropici, si attivano le memorie connesse
all’esistenza embrionale, si hanno esperienze di assenza di limiti e di
ostacoli, ci si può sentire identificati con una forma di vita
acquatica o con l’oceano stesso, con lo spazio interstellare, con una
galassia, con un astronauta in assenza di gravità. La Natura appare con
le caratteristiche positive della madre che si prende cura dei suoi
figli che nutre e protegge. I temi archetipici dell’inconscio
collettivo che appaiono in questo contesto possono riferirsi ai
paradisi delle diverse culture che sono stati, in effetti, immaginati
come luoghi di delizie, bellissimi e luminosi, pieni di fiori e frutti,
di ori e pietre preziose.
Tuttavia,
l’espressione ultima delle qualità positive della MPB1 è l’esperienza
di unità cosmica, caratterizzata dalla trascendenza del tempo e dello
spazio, da sentimenti di unità con l’intero Universo e di rispetto e
amore profondo per tutta la creazione.
Gli
aspetti negativi della vita intrauterina sono associati a immagini di
pericoli connessi alla nocività dell’ambiente, come corsi d’acqua,
oceani e laghi contaminati, oppure la terra contaminata da residui
tossici, deserti e lande desolate. Queste immagini sembrano
appropriate, poiché la maggior parte dei disordini intrauterini sono
dovuti a influenze nocive trasmesse dalla placenta come sostanze
tossiche, farmaci, alcool, cattiva o insufficiente alimentazione. Se i
pericoli sono quelli di un aborto, spontaneo o provocato, allora
emergono immagini di catastrofi universali di tipo apocalittico.
Quindi
gli aspetti positivi sono collegati ai ricordi di unione simbiotica con
la madre, ai sistemi COEX positivi e a ricordi di situazioni di pace,
rilassamento, bellezza della natura. Gli aspetti negativi tendono a
essere associati a condizioni in cui la natura minaccia la
sopravvivenza e attivano sistemi COEX negativi. Predomina insomma il
tema dell’unione/fusione con l’ambiente circostante.
MPB
II – “Nessuna via di scampo”
Questo modello empirico è legato alla prima fase clinica del parto. A
questo stadio l’equilibrio originario della vita del feto è ormai
compromesso, inizialmente da alterazioni di tipo chimico, in seguito
dalle contrazioni meccaniche dell’utero. Quando questa fase raggiunge
il culmine, il feto è periodicamente sottoposto alle contrazioni
uterine, ma l’utero non è dilatato e il sistema è completamente chiuso.
Le arterie che alimentano la placenta seguono un percorso sinuoso
attraverso il tessuto circolare e longitudinale della muscolatura
uterina, così ogni contrazione impedisce l’afflusso di sangue e quindi
di ossigeno, di alimenti e di calore al feto.
I ricordi di questa fase del parto producono immagini simboliche e
sensazioni che riguardano la consapevolezza di un pericolo mortale la
cui causa non è chiaramente definita. Il soggetto ha la tendenza a
interpretare il mondo in termini paranoici, così immaginerà di essere
avvelenato, ipnotizzato, posseduto da una forza demoniaca o aggredito
da extraterrestri. Un fenomeno caratteristico di questa situazione è
l’esperienza di una spirale tridimensionale, una specie di vortice che
aspira irresistibilmente verso il suo epicentro. Una variazione di
questa stessa esperienza fa intervenire mostri terrificanti, come
draghi, pitoni, tarantole, piovre che vogliono inghiottire o afferrare
la persona. Può anche apparire il tema della discesa agli inferi o la
sensazione di vagare all’interno di grotte e labirinti.
Si
tratta di una traduzione simbolica delle sensazioni che il feto vivo in
quella fase e che Grof riassume nell’immagine di situazione senza via
d’uscita o inferno. L’individuo ha l’impressione di essere in trappola,
l’esperienza umana appare come un teatro dell’assurdo o come uno
spettacolo crudele che produce sentimenti di disperazione, impotenza,
inferiorità, solitudine.
I
sistemi COEX che sono qui implicati riguardano quelle situazioni in cui
il soggetto si è sentito una vittima passiva e impotente sottomessa a
una forza distruttrice terrificante e senza possibilità di sfuggirvi.
La via più rapida per terminare queste esperienze insopportabili è
quella di accettarle e arrendersi completamente. Si manifesteranno
allora gli effetti potentemente purificatori e liberatori di questa
matrice perinatale.
MPB III – “Lotta di morte - rinascita”
A questo stadio, le contrazioni uterine proseguono, ma il collo
dell’utero è ora dilatato e permette la discesa attraverso il canale
pelvico-genitale. Il feto intraprende una lotta feroce per la
sopravvivenza mentre prova forti pressioni meccaniche e spesso anche un
senso di soffocamento intenso. Le contrazioni uterine, come è stato
detto, limitano l’alimentazione del sangue al feto. In questa fase
possono intervenire molti altri fattori che riducono ulteriormente
l’afflusso di sangue e provocano episodi di soffocamento. Il cordone
ombelicale può trovarsi bloccato tra la testa e l’apertura pelvica o
essere arrotolato intorno al collo. Inoltre, al momento
dell’espulsione, il feto può entrare in contatto con materie biologiche
come sangue, mucosità, liquido amniotico, urina e anche feci.
La MPB III costituisce un modello empirico di grande ricchezza e
complessità. Oltre al ricordo dell’esperienza di lotta per la
sopravvivenza nel collo dell’utero, si attivano molti fenomeni
archetipici e di altro genere che si organizzano secondo gruppi e
sequenze tematiche caratteristiche: lotte titaniche, esperienze
sado-masochistiche, eccitazione sessuale intensa, attività scatologica,
incontro con il fuoco.
Questi temi si presentano come espressione simbolica di caratteristiche
anatomiche, fisiologiche ed emozionali di questa fase della nascita.
L’aspetto titanico si spiega con il fatto che vi è una grande
concentrazione di energia sviluppata dalle forze in azione. La testa
fragile del bambino è bloccata nell’apertura pelvica stretta dalla
potenza delle contrazioni uterine. Le scariche energetiche sono
tradotte simbolicamente in immagini di fenomeni naturali di grande
violenza come eruzioni di vulcani, tornadi, terremoti, oppure come
scene cruente di guerra e di rivoluzioni, o ancora di disastri
provocati dalla tecnologia. Si possono vivere esperienze di avventure
pericolose come scene di caccia o lotte di gladiatori. I temi
mitologici connessi sono: rappresentazioni del Purgatorio, del Giudizio
Universale, imprese sovrumane di eroi, ecc.
Gli aspetti sado-masochistici di questa matrice sono da riferire alla
furia biologica dell’organismo che deve assicurare la propria
sopravvivenza contro la minaccia distruttrice rappresentata dalla
complessità di questa fase del parto.
La logica empirica della componente sessuale è meno evidente. Grof
cerca di spiegarla ricordando che esiste nell’organismo umano un
meccanismo che trasforma una sofferenza insopportabile, particolarmente
il soffocamento, in una forma di stimolazione sessuale e perfino di
trasporto estatico. L’esperienza scatologica è legata al contatto
possibile con escrementi o altri materiali biologici in questa ultima
fase del parto. Mentre l’esperienza del fuoco che può presentarsi sia
sotto la forma di identificazione con una vittima o anche nell’aspetto
archetipico del fuoco purificatore, non è molto chiaro perché si
verifichi, anche se si può supporre che sia legata alle scariche
energetiche coinvolte o alla iperstimolazione dei neuroni periferici
del feto.
Il simbolismo mitologico di questa matrice si ricollega a riti che
implicano sacrifici e rituali sanguinosi come nelle culture
pre-colombiane, oppure a figure e divinità che simbolizzano la morte e
la rinascita, come Attis, Dioniso, Orfeo, ecc.
A differenza della matrice precedente che era “senza via d’uscita”, qui
il soggetto non è impotente e paralizzato, inoltre non è semplicemente
vittima, ma lotta, si muove, potremmo dire che manifesta una certa
aggressività per vincere la battaglia per la vita. Il conflitto che
viene vissuto è quello della morte-rinascita. I ricordi dei sistemi
COEX che emergono sono quelli legati a situazioni di pericolo in cui la
sopravvivenza è stata messa in pericolo, esperienze di eccitazione
sessuale in contesti pericolosi, avventure esaltanti ma rischiose,
contatti con materie biologiche come nel caso di incontinenza notturna
del bambino o apprendimento del controllo degli sfinteri, ecc.